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Il nuovo Chrome si schiera contro gli ad blocker

admin
Last updated: 5 Giugno 2019 12:34
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3 Min Read
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Le modifiche proposte per Chrome, il browser di Google, potrebbero diventare un problema per gli ad blocker e per tutti gli altri plugin che filtrano i contenuti. Questi cambiamenti, affrontati per la prima volta lo scorso ottobre, si basano su Manifest v3 per la piattaforma delle Estensioni di Chromium e, di conseguenza, anche per Chrome e per Microsoft Edge.

I file di Manifest specificano i permessi e le risorse associati a una determinata estensione del browser. Il cambiamento principale riguarda l’API webRequest che, fino a questo momento, ha permesso alle estensioni di intercettare e modificare, o addirittura bloccare, le richieste della rete. Se Manifest v3 si confermerà con la sua attuale struttura, webRequest (il modus operandi per alcuni ad blocker su Chromium) diventerà un’API di sola lettura. Ne è stata proposta una nuova, declarativeNetRequest, che permette di modificare le richieste della rete. Ma la differenza fondamentale è che tali modifiche avvengono in base al volere del browser e non dell’estensione.

Altre estensioni che servono per tutelare la nostra privacy, come il popolare plug-in di EFF HTTPS Everywhere, verranno rese inefficaci dalle modifiche programmate. Raymond Hill, autore dei famosi plugin uBlock Origin e uMatrix, lo scorso gennaio ha postato un articolo in cui sostiene che queste estensioni “non potrebbero più esistere” a causa di questi cambiamenti. Ha proseguito dicendo che proprio tali cambiamenti “potrebbero diminuire il livello di controllo dell’utente di Chromium, a tutto vantaggio dei siti Web che, ovviamente, vorrebbero avere l’ultima parola su quali risorse potrebbero riportare/eseguire/tradurre i loro siti”. Va detto che Adblock Plus, che usa un sistema più semplice, basato su una blocklist, non dovrebbe subire particolari conseguenze. Ci sono però altre preoccupazioni.

Un problema rilevato da Google è che webRequest abilita un’estensione che ritarda il rendering di una pagina, peggiorando l’esperienza utente. Ma chiunque abbia provato a usare il Web senza un ad blocker ha qualcosa da dire sull’esperienza utente. Il ricercatore indipendente Patrick Hulce ha analizzato il milione di siti Web più popolari e ha dimostrato che circa il 60% del tempo totale di caricamento delle pagine viene occupato dalla pubblicità e dagli script traccianti. Siccome i cambiamenti di Manifest v3 riguardano soprattutto la sicurezza della piattaforma delle Estensioni, vedremo che succederà.

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