Un esperto di reverse engineering ha smontato una TV Samsung del 2025 per verificare le accuse di sorveglianza. Il firmware cifrato in AES è stato bypassato con UART/JTAG, rivelando che la TV è sempre in modalità microfono aperto, anche su modelli senza microfono integrato.
Il ricercatore ha esaminato il sistema senza manuali né codice sorgente, utilizzando le interfacce hardware UART e JTAG per accedere ai componenti. Ha scoperto che il dispositivo, quando non è richiesto un audio, cerca comunque dispositivi collegati come soundbar o accessori Bluetooth per registrare l’audio da lì.
Funzioni di sorveglianza identificate
La lista delle capacità emerse è lunga. Il televisore esegue riconoscimento automatico dei contenuti, mappa la rete domestica, offre pubblicità mirata, costruisce profili utenti e raccoglie una grande quantità di dati telemetrici.
Il ricercatore ha riassunto la situazione con ironia: “Siete solo voi, Dio, una TV da 3.000 dollari, Samsung e i suoi 400 partner. Un salotto affollato come una metropolitana all’ora di punta, con la differenza che nessuno ti ha avvisato.”
Intelligenza artificiale in azione
Il pezzo forte è una rete neurale convolutiva, un’intelligenza artificiale che analizza a fondo il comportamento degli spettatori. Analizza cosa si guarda, quali pubblicità si saltano, a che punto si interrompe un video, catturando ogni dettaglio.
Le interfacce delle Smart TV sono note per essere lente, zavorrate dal bloatware. Se un televisore passa il tempo a registrare, profilare e mappare, non sorprende che l’avvio di Netflix richieda un tempo considerevole.
Il caso si basa sulle affermazioni di un singolo ricercatore. Non è stata fornita una risposta ufficiale da Samsung, leader di mercato in questo settore.