Razer ha mostrato Project AVA al CES 2026, un cilindro da scrivania di circa 5,5 pollici che proietta un avatar olografico animato su una diagonale di 5,5 pollici. Il dispositivo si collega al computer via USB‑C e integra una videocamera HD, un sensore di luce ambientale, due microfoni far‑field e uno speaker. Le risposte generate sono basate su Grok di xAI.
Il concept evoluto di Project AVA
Il progetto è nato come concept, ma non è solo un esercizio di progettazione. Quyen Quach, vicepresidente software di Razer, ha dichiarato che il concept serve a testare tecnologie reali, esigenze degli utenti e modelli di interazione prima di trasformarsi in prodotto definitivo.
Una presenza fisica fuori dallo schermo
Il focus di Razer è portare l’IA fuori dallo schermo e renderla presente sulla scrivania. Secondo Quach, la maggior parte dei compagni virtuali vive ancora in una finestra di chat, mentre l’esperienza “potrebbe risultare molto più coinvolgente e divertente” se collocata fisicamente sul tavolo. “Stiamo creando un piccolo essere umano digitale per la vostra scrivania, non una semplice finestra di chat”, ha affermato.
Design e principi di sviluppo
Oz Maker, responsabile sviluppo prodotto, ha spiegato che il team si è basato su tre principi: utilità, accessibilità e riconoscibilità Razer. Il design è guidato dall’esperienza utente, con tecnologia che supporta la visibilità e l’interazione chiara. Come esempio, le cuffie Kraken V4 Pro e il loro Control Hub OLED mostrano che lo schermo e i comandi servono a rendere l’interazione più chiara e immediata.
Fattibilità e sfide tecniche
Gran parte delle componenti esiste già: videocamere, microfoni, avatar animati e modelli linguistici capaci di comprendere il linguaggio naturale. Il problema principale è la qualità complessiva: l’assistente deve comprendere il contesto, rispondere al momento giusto e risultare emotivamente convincente senza apparire artificiale o distrarre l’utente.
Elaborazione locale vs cloud
Quach ha spiegato che l’elaborazione locale può ridurre la latenza e mantenere i dati sensibili vicino all’utente, sfruttando la potenza di calcolo dei moderni PC da gaming come il Razer Blade 16 con GPU RTX di nuova generazione e NPU integrata. Tuttavia, un uso eccessivo dell’elaborazione locale può impattare le prestazioni di gaming, poiché la GPU è già impegnata in rasterizzazione, ray tracing e upscaling.
Il cloud, invece, rappresenta lo standard attuale, permettendo l’accesso a modelli più grandi e aggiornamenti più rapidi, ma al costo di una dipendenza dalla connettività che può aumentare la latenza e i costi per l’utente. Razer punta a un approccio ibrido: attività rapide e private localizzate, mentre il cloud supporta analisi più approfondite.
Prossimi passi e beta limitata
Razer ha già lanciato Freyja, un cuscino aptico, come esempio di concept che è diventato prodotto. Per Project AVA, la stessa azienda prevede una beta limitata a un numero ristretto di candidati selezionati, con la caparra già richiesta per la prenotazione in linea con la stessa direzione.