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Tecnologia

Quando i siti bloccano gli agenti AI: la guerra ai bot

Redazione
Last updated: 3 Novembre 2026 19:16
Redazione
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6 Min Read
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Muse, l’assistente personale di Meta, si trova davanti a una richiesta di verifica umana mentre sta completando un acquisto su Walmart: compare una griglia di semafori sfocati e il processo automatizzato si interrompe. Il caso riassume il problema dei negozi online che vogliono controllare l’ingresso degli agenti AI, distinguendo quelli autorizzati dai bot considerati indesiderati.

Contents
Blocchi volontari e falsi positiviLe credenziali condivise e i rischi bancariAmazon contro PerplexityLe regole di accesso di eBay e DeltaCloudflare e Shopify impostano regole differenti

Approfondisci: Mentre Amazon blocca gli agenti AI, Walmart apre le porte

Il carrello era quasi pronto: latte, pasta e caffè della marca preferita. L’assistente aveva seguito le indicazioni dell’utente senza che quest’ultimo dovesse completare ogni passaggio. Poi è arrivata la schermata «Dimostra di essere umano», bloccando la sessione. Walmart, partner commerciale di Meta, ha spiegato che quei controlli non erano stati concepiti per ostacolare Muse.

Blocchi volontari e falsi positivi

Il caso di Walmart mostra come una richiesta di verifica possa interrompere una procedura automatica legittima. Un agente autorizzato a ordinare per conto di una persona può incappare in un controllo pensato per trattenere attività automatizzate sospette. Il risultato per l’utente è tornare a completare manualmente ciò che aveva delegato all’assistente.

Le motivazioni alla base dei blocchi, tuttavia, non sono sempre uguali. Amazon ha affermato che lo strumento di acquisto di Muse è stato deliberatamente impedito di operare sul suo sito, dove l’assistente non può effettuare acquisti. In questo caso, quindi, l’ostacolo non dipende da un errore nel riconoscimento dell’utente o da un controllo di sicurezza attivato accidentalmente.

Questi agenti sono attrattivi perché non si limitano a proporre prodotti: possono navigare tra le pagine, inserire articoli nel carrello e organizzare prenotazioni. L’autorizzazione concessa dall’utente, però, non equivale automaticamente al consenso del sito. Alcune piattaforme vietano esplicitamente questo tipo di accesso; altre applicano regole che non distinguono correttamente un assistente lecito da una massa di bot non desiderati.

Le credenziali condivise e i rischi bancari

Durante la conferenza sui conti di ottobre di JPMorgan Chase, il CFO Jeremy Barnum ha riferito che alcuni agenti muovono denaro usando credenziali condivise e screen scraping, metodi che ha definito non sicuri. Con questa espressione si indica l’estrazione di informazioni dalla schermata, letta come farebbe una macchina. La banca blocca questi sistemi dove può.

Barnum ha anche avvertito che il cliente che consegna le proprie credenziali a un agente potrebbe dover rispondere di ciò che l’agente compie. Il rischio riguarda quindi sia l’uso degli strumenti da parte degli agenti sia le responsabilità che possono ricadere sulle persone che forniscono loro l’accesso.

Amazon contro Perplexity

Un’altra contesa riguarda Comet, il browser con agente integrato sviluppato da Perplexity. Amazon sostiene che Comet viola le regole di accesso e mette a rischio i dati dei clienti. Perplexity sostiene che siano gli utenti ad autorizzare l’agente ad agire.

Nel agosto 2026, una corte d’appello federale ha annullato l’ingiunzione preliminare contro Perplexity. Questa decisione ha rimosso un provvedimento temporaneo, senza risolvere la questione di fondo: se l’autorizzazione dell’utente sia sufficiente a consentire l’attività di un agente che opera anche per conto di terzi.

Amazon dispone della funzione Buy for Me, che acquista prodotti sui siti di altri marchi. La società può quindi distinguere l’accesso ai propri servizi da quello offerto ai propri agenti verso i negozi altrui.

Le regole di accesso di eBay e Delta

Non tutti gli ostacoli dipendono dai sistemi di sicurezza. Il controllo degli accessi rientra anche nelle decisioni commerciali delle piattaforme. Il contratto d’uso di eBay vieta gli agenti «compra per me» non autorizzati, salvo autorizzazione dell’azienda. Delta ha dichiarato di non avere integrazioni che consentano a agenti di terze parti di prenotare voli sul proprio sito, senza però confermare che il blocco sia stato deliberato.

La richiesta di verifica umana può anche essere una conseguenza indiretta dell’uso di una VPN. Google spiega che le reti VPN condivise possono far scattare reCAPTCHA quando il traffico assomiglia ad attività automatica. Un agente che esegue ordini precisi può quindi incontrare lo stesso controllo, anche quando opera per una persona reale. Attivare una VPN non elimina automaticamente i limiti applicati all’accesso automatizzato.

Cloudflare e Shopify impostano regole differenti

Cloudflare ha introdotto strumenti per distinguere i crawler dei motori di ricerca dai bot destinati all’addestramento dei modelli e dagli agenti che lavorano per conto degli utenti. Dal 15 settembre, i nuovi domini che utilizzano il servizio adottano per impostazione predefinita un accesso consentito ai crawler dei motori di ricerca e bloccato per i bot di addestramento e gli agenti sulle pagine che mostrano pubblicità. I gestori possono modificare le regole.

La configurazione iniziale riguarda quindi il tipo di pagina e il tipo di bot, non un divieto generale rivolto agli agenti. Un sito che respinge i bot di addestramento può mantenere aperto il passaggio agli strumenti usati per effettuare acquisti, purché rientrino nelle categorie consentite.

Shopify ha scelto un percorso basato sulla conferma esplicita. Con gli strumenti di checkout della piattaforma, gli agenti dei browser compatibili possono aggiornare i dettagli dell’ordine e inviarlo solo dopo la conferma dell’acquirente. Se il checkout richiede un passaggio di autenticazione, il controllo torna all’acquirente. L’automazione può quindi preparare l’acquisto, ma la sua conclusione dipende dall’intervento della persona che ha autorizzato l’operazione.

TAGGED:agenti AIAmazonCloudflareMuse di MetaPerplexityWalmart
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