Walmart punta in direzione opposta rispetto ad Amazon sul commercio agenziale: il colosso del retail ha lanciato il proprio Agent Gateway, un server MCP pensato per gestire transazioni e altre funzionalità dedicate ai clienti che si affidano a agenti AI. L’annuncio è arrivato mercoledì dal presidente e CEO John Furner, in occasione del Masters of Scale Summit di San Francisco. La mossa arriva poco dopo che Amazon, il principale concorrente, ha cominciato a impedire agli agenti AI di completare acquisti per conto degli acquirenti online.
La scelta distingue Walmart da diversi operatori del web, non solo Amazon ma anche vari siti di viaggi e prenotazioni, che di fronte alla diffusione crescente degli agenti tra i consumatori hanno reagito chiudendo loro l’accesso ai propri portali. Il retailer, al contrario, aveva già reso nota una collaborazione con uno degli attori di riferimento del settore, Muse di Meta, e mette a disposizione integrazioni con app AI diffuse come ChatGPT, Gemini e altre.
Con il nuovo pacchetto di tecnologie, spiegato Furner, l’azienda si prepara a uno scenario in cui gli agenti AI diventino mainstream. Il supporto coprirà gli acquisti agenziali sia su Walmart sia presso il magazzino scontato del gruppo, Sam’s Club.
Cosa fa l’Agent Gateway
Il cuore dell’iniziativa è il server MCP di Walmart, costruito per far connettere gli agenti approvati al retailer tramite il model context protocol (MCP). Il protocollo, creato originariamente da Anthropic, serve a collegare gli agenti AI a fonti dati esterne, strumenti e altri flussi di lavoro. Nel caso specifico, un agente può cercare nell’inventario online di Walmart e concludere acquisti per conto del proprio utente.
“Walmart sostiene che l’Agent Gateway aiuterà i clienti a fare shopping dei loro marchi abituali senza condividere informazioni personali o cronologia degli acquisti direttamente con l’agente”.
Profili dedicati e limiti di spesa
Accanto al gateway, l’azienda ha sviluppato tecnologie per separare gli acquisti compiuti da un agente da quelli avviati direttamente dal cliente, oltre a dare allo shopper più controllo su ciò che il proprio agente può o non può fare. Con gli Agent Profiles, in arrivo il mese prossimo, ogni agente AI potrà essere autorizzato con un profilo dedicato collegato all’account, così che le sue transazioni risultino distinte da quelle personali. Il cliente decide anche come approvare gli acquisti: può richiedere l’ok per ogni singola operazione oppure autorizzare transazioni entro un tetto di spesa che imposta da sé.
“Secondo Walmart, i controlli sono simili all’aggiungere un utente autorizzato sulla propria carta di credito”, dove le transazioni dell’altra persona sono identificate e la spesa può essere limitata. Il profilo viene creato al primo utilizzo di un agente tramite l’Agent Gateway: si autorizza e si collega il profilo all’account Walmart, si definiscono controlli o limiti di spesa e, se si vuole, lo si può eliminare in qualsiasi momento. Il supporto agli agenti è disponibile per chiunque abbia un account Walmart: non serve l’abbonamento Walmart+.
Regole per gli agenti e tutele per i clienti
In parallelo, Walmart introduce “termini” specifici per gli agenti AI, che definiscono come devono operare e quali diritti hanno di transare sul sito. Un punto rilevante riguarda i resi: il processo standard di Walmart si applica anche quando un agente non si comporta come previsto, una condizione favorevole al cliente che può rassicurare chi temeva di fare da tester del commercio agenziale e di ritrovarsi con prodotti indesiderati per colpa di un agente fuori controllo.
L’azienda precisa inoltre che gli agenti non possono compiere azioni oltre le intenzioni dello shopper, non hanno accesso alle informazioni di pagamento del cliente e possono consultare soltanto i dati necessari al compito assegnato. Chi non rispetta i termini viene bloccato dall’accesso al sito di Walmart.