Due vulnerabilità scoperte in PHP hanno innescato l’allarme per la sicurezza di una porzione consistente del web. Il linguaggio, che si occupa della logica e della generazione dinamica delle pagine, sta dietro a un numero enorme di siti, inclusi quelli costruiti su WordPress, piattaforma che secondo le stime muove quasi un quarto del web. Proprio per questa capillarità, i servizi potenzialmente esposti al problema sarebbero tantissimi.
Le due falle, stando a quanto emerso, sarebbero state rivelate da una fuga di informazioni imputabile a un soggetto non identificato. Il problema più serio riguarda la natura stessa dei difetti: un attaccante potrebbe eseguire codice da remoto senza autenticazione, vale a dire senza alcuna credenziale valida per entrare nei sistemi bersaglio. Uno sfruttamento andato a segno avrebbe ripercussioni pesanti sia su chi gestisce i portali sia sugli utenti che li utilizzano.
Gli scenari presi in esame dagli esperti comprendono la cancellazione di dati, l’inserimento di script malevoli all’interno delle pagine e il blocco dei sistemi tramite attacchi mirati a estorcere un riscatto, i cosiddetti ransomware. Restano però rischi potenziali legati alle vulnerabilità: non è detto che tutti i servizi coinvolti abbiano già subìto conseguenze del genere.
La correzione attesa e la corsa contro il tempo
“La PHP Foundation starebbe lavorando velocemente per sistemare le falle, con patch prevista per il 21 ottobre alle 14:00 UTC”, ovvero le 16:00 in Italia di mercoledì. Nel frattempo ai gestori dei siti è stato chiesto di prepararsi all’aggiornamento e di mettere in campo ogni misura utile ad abbassare il livello di rischio. Ciò che più preoccupa gli amministratori di sistema è proprio l’arco di tempo in cui i sistemi restano scoperti prima che la correzione venga distribuita.
Qualche piattaforma ha già reagito chiudendo o limitando l’accesso. Tra i casi citati spuntano 4chan, Something Awful, DeviantArt e Fur Affinity, resi temporaneamente irraggiungibili o passati a una modalità di sola lettura. L’allarme potrebbe toccare anche portali di servizi pubblici regionali, assistenza sanitaria e infrastrutture essenziali, con effetti che vanno ben oltre il semplice disagio per chi naviga.
Provider e botnet in movimento
La questione coinvolge pure i grandi fornitori di infrastrutture e di sicurezza informatica: Amazon Web Services avrebbe già informato i propri clienti, mentre Cloudflare starebbe distribuendo protezioni d’emergenza per arginare eventuali tentativi di sfruttamento delle falle.
A inasprire la situazione contribuiscono i segnali di attività ostile in corso: “Alcune botnet starebbero già scansionando Internet alla ricerca di sistemi vulnerabili”. La cosa non prova che tutti i siti a rischio siano stati compromessi, ma lascia intendere che gli aggressori stanno cercando obiettivi da colpire.