Papa Leone XIV è tornato a occuparsi dell’intelligenza artificiale nel discorso rivolto ai partecipanti all’incontro con il mondo scientifico di fine ottobre. Il Pontefice ha richiamato i rischi legati a un uso scorretto della tecnologia, con particolare attenzione allo sviluppo delle armi autonome, questioni già approfondite nell’enciclica Magnifica Humanitas e in altre occasioni.
Durante l’incontro “The Future of AI: A Dialogue Between the Vatican and the Scientific World”, il Papa ha concentrato il proprio intervento su cinque punti. Il primo riguarda la possibilità di intervenire sulla tecnologia: “Poiché l’intelligenza artificiale viene sviluppata dagli essere umani, è possibile guidarla, cambiarla e, se necessario, bloccarla per evitare conseguenze impreviste”.
Un secondo aspetto ha riguardato lo status giuridico dei sistemi automatizzati. Secondo Leone XIV, non è corretto attribuire alle macchine diritti o personalità legale: “Concedere diritti o personalità legale alle macchine è sbagliato, perché le macchine non sono persone”.
Il Pontefice ha poi rivolto un invito agli Stati che prenderanno parte alla settima “Conferenza di riesame della Convenzione su certe armi convenzionali”, prevista a Ginevra dal 16 al 20 novembre presso il Palazzo delle Nazioni. La richiesta è di “compiere passi concreti verso il bando delle armi letali autonome”.
Sul piano dei limiti operativi, il Papa ha ribadito che “Le decisioni che riguardano la vita umana, la libertà e l’uso della forza devono rimanere sempre soggette a un controllo umano efficace, informato e responsabile”. Da questo principio discende la sua conclusione: “L’intelligenza artificiale deve essere disarmata”.
L’intervento ha riguardato anche la finalità delle tecnologie intelligenti, che “devono essere orientate al bene comune e non servire gli interessi di pochi privilegiati”. Leone XIV ha infine chiesto alle istituzioni internazionali di definire standard condivisi, una supervisione indipendente e meccanismi di responsabilità chiari, così che le scelte riguardanti lo sviluppo e l’impiego dell’AI possano essere valutate, discusse quando necessario e corredate da rimedi adeguati per ogni danno provocato.