Street Fighter II segna la consacrazione definitiva delle saghe che hanno caratterizzato gli anni ’80 e ’90. «Street Fighter II è rapidamente diventato uno dei titoli più amati nelle sale giochi dopo il debutto del 1991.» Prima della sua diffusione, trovare un avversario richiedeva ancora la ricerca di una macchina arcade e la disponibilità di un giocatore willing a combattere.
Il passaggio su Super Nintendo modifica radicalmente questa esperienza: «L’arrivo di Street Fighter II su Super Nintendo ha permesso a un’intera generazione di affrontarsi senza continuare a inserire monete nel cabinato.» La serie non si limita però a espandere il proprio pubblico. «Capcom ha trasformato Street Fighter in un vero universo multimediale, con nuove versioni del gioco, film, anime e fumetti.» «Il successo di Street Fighter ha contribuito alla nascita dei principali rivali della serie: Mortal Kombat e Tekken.»
Accanto ai giochi, Pokémon conquista un pubblico planetario grazie a un obiettivo semplice e potente: catturare tutte le creature disponibili. «L’obiettivo di catturare tutti i Pokémon ha spinto milioni e milioni di persone a esplorare i titoli per Game Boy alla ricerca di nuove creature.» I giocatori percorrono ogni angolo di questi titoli alla ricerca di esemplari da aggiungere alla propria squadra, mentre lo slogan «Gotta catch’em all» diventa una delle formule memorizzate più famose del settore.
L’espansione del franchise raggiunge anche altri media. «Il fenomeno Pokémon si è esteso alle carte collezionabili, agli anime e ai film, trasformando il brand in un fenomeno planetario che, a distanza di trent’anni, non placa a diminuire.» Il legame con il pubblico non nasce soltanto dai videogiochi, ma si estende a un ampio sistema di prodotti e esperienze collegate.
Doom rappresenta un contributio decisivo all’evoluzione del genere, perché dimostra come il gioco in rete possa diventare un fenomeno di massa. Lo sparatutto di id Software contribuisce a rendere popolari le partite in rete locale, immersi in corridoi infernali popolati da demoni e mostri. L’influenza sul genere è enorme e si traduce in decine di imitazioni. La serie conserva poi una vitalità straordinaria: il reboot del 2016 e i capitoli successivi le restituiscono nuova linfa.
The Legend of Zelda è una delle saghe più influenti e amate di sempre. I primi capitoli su NES conquistano i giocatori grazie a un’esplorazione condotta senza una guida costante. A Link to the Past convince al passaggio su Super Nintendo, mentre Link’s Awakening dimostra che anche Game Boy può ospitare un’avventura di alto calibro. Il salto decisivo arriva con Ocarine of Time, che porta la serie nella terza dimensione e ridefinisce le aspettative dei giochi d’avventura.
Final Fantasy conquista progressivamente il pubblico occidentale, a partire dal primo capitolo su NES del 1990. Le avventure successive ampliano le ambizioni e la qualità narrativa della saga. Final Fantasy VI viene conosciuto in Occidente come FF III, mentre Final Fantasy VII porta la serie su Nintendo e sulla prima PlayStation di Sony, alimentando il mito di uno dei franchise più giocati di sempre.
Mario incarna la storia dei videogiochi come nessun altro personaggio. Il successo della serie raggiunge un livello particolare con Super Mario Bros. 3, accompagnato da una campagna promozionale ambiziosa. La sua popolarità lo porta a diventare il volto e la mascotte di Nintendo, in una sequenza di successi che si protrae da oltre quarant’anni.
Queste saghe dimostrano che l’importanza di un franchise non può essere misurata soltanto in base ai numeri di vendita. Street Fighter II, Pokémon, Doom, The Legend of Zelda, Final Fantasy e Super Mario Bros. 3 hanno lasciato un segno profondo nel periodo tra gli anni ’80 e ’90, influenzando il modo di giocare, le tecniche di produzione e il rapporto tra i pubblici e i loro personaggi preferiti.