KKR ha ricevuto una comunicazione di addebiti dalla Commissione europea dopo più di un anno di indagine sull’acquisizione di NetCo. Secondo i risultati preliminari, la società statunitense avrebbe fornito dati inesatti e/o fuorvianti riguardo alla transazione, la quale è stata approvata a fine maggio 2024. L’operazione, che vede ora la rete primaria e secondaria unite sotto FiberCop, resta valida ma la società rischia sanzioni fino all’1% del fatturato mondiale.
La struttura di NetCo e FiberCop
NetCo, creata da TIM, comprendeva la rete fissa primaria e dorsale, l’infrastruttura che collega la centrale all’armadio di strada. FiberCop, invece, gestiva la rete fissa secondaria, che collega gli armadi di strada alle abitazioni. Dopo l’acquisizione, entrambe le reti sono state unite sotto FiberCop, di cui KKR detiene il controllo esclusivo.
Processo di approvazione e contestazioni
Al termine dell’indagine, la Commissione ha approvato la transazione basandosi sulle informazioni fornite da KKR, affermando che le condizioni contrattuali sull’accesso all’ingrosso alla banda larga non potevano essere modificate unilateralmente da FiberCop. Tuttavia, operatori del settore hanno segnalato che, in seguito all’acquisizione, FiberCop avrebbe aumentato il prezzo pagato negli accordi a lungo termine esistenti per l’accesso alla rete fissa a banda larga.
Risposta di KKR e potenziali conseguenze
Secondo i risultati preliminari, KKR ha effettivamente presentato informazioni inesatte sulle condizioni degli accordi a lungo termine. La società ora può esaminare i documenti, rispondere per iscritto e richiedere un’audizione per presentare le proprie argomentazioni. Se la Commissione confermerà le irregolarità, KKR potrebbe essere soggetta a sanzioni fino all’1% del fatturato annuo mondiale e, in teoria, alla revoca dell’approvazione, sebbene quest’ultima opzione sia considerata poco probabile.
Posizione della Commissione e stato attuale
La Commissione ha ribadito la correttezza delle informazioni fornite durante l’esame e ha sottolineato che la comunicazione degli addebiti non costituisce un accertamento definitivo di violazione. L’autorizzazione all’operazione, già concessa dalla Commissione, rimane valida. KKR intende contestare fermamente le accuse preliminari nella sua risposta alla comunicazione degli addebiti, continuando al contempo a dialogare con la Commissione.