Ekspym ha realizzato un port PC di Tekken 6 con rollback netcode e infrastruttura online, senza includere firmware PS3 o il gioco originale. Il progetto ha attirato l’attenzione dei fan occidentali, che lo hanno accolto con entusiasmo, ma ha generato forte opposizione in Giappone e Corea.
Tra i critici c’è il pro player giapponese Dogura, che ha pubblicato su Twitter/X: “La versione piratata di Tekken 6? Si è superato decisamente il limite; sono inorridito dal fatto che, all’estero, nessuno sollevi obiezioni al riguardo.” Ha aggiunto che, quando i valori morali si allontanano così tanto, il dialogo diventa impossibile. Hegelman, un altro giocatore giapponese, ha espresso la stessa preoccupazione, temendo che operazioni simili possano portare alla fine della serie Tekken.
Hegelman ha scritto: “Sembra che stiate gestendo il servizio di Tekken 6 senza alcuna autorizzazione; chi se ne occupa dovrebbe riflettere bene su ciò che sta facendo. Se l’utenza si sposta lì e il denaro smette di affluire al servizio ufficiale, la serie di Tekken finirà, no?”. Ha anche sostenuto che, se la situazione non si risolve, si dovrebbe sviluppare un nuovo picchiaduro ispirato a Tekken 6.
Nel frattempo, la comunità occidentale ha mostrato tolleranza nei confronti del port. Un giocatore ha detto: “Ditemi voi: come dovrei sostenere ‘correttamente’ il gioco, se qui non ho nemmeno la possibilità di acquistarlo?”. Un altro ha aggiunto: “Spiegatemi perché sarebbe moralmente più corretto pretendere che la gente paghi per copie usate di un vecchio titolo – acquistate sul mercato dell’usato, dove gli sviluppatori non incassano nulla.”
Nonostante i numeri del port non ufficiale di Tekken 6 abbiano raggiunto migliaia di giocatori, Bandai Namco non ha ancora rilasciato una dichiarazione pubblica sulla questione.