Bbt Se ha confermato un’intrusione nei propri sistemi interni, avvenuta nel mese di ottobre. L’azienda, che cura la realizzazione del tunnel ferroviario del Brennero, lungo 55 Km tra Fortezza e Innsbruck, ha isolato le aree coinvolte e avviato analisi forensi con specialisti esterni in cybersecurity. Le autorità competenti sono state informate. Secondo Bbt Se, l’episodio non ha avuto conseguenze sui lavori di costruzione del tunnel.
Nel comunicato diffuso dopo l’attacco, la società ha indicato che “In base alle prime indagini, gli autori dell’attacco a Bbt Se sarebbero i cybercriminali russi del gruppo Everest.” Il riferimento resta legato alle prime verifiche. Bbt Se parla genericamente di dati accessibili tramite Internet e sostiene che l’incidente non ha avuto conseguenze sui lavori di costruzione del tunnel. Le indagini sono in corso e ulteriori dettagli sono attesi nei prossimi giorni.
Le misure di sicurezza adottate
Appena individuata l’intrusione, Bbt Se ha applicato i propri protocolli di protezione informatica. Il primo intervento ha riguardato l’isolamento immediato dei sistemi interessati, seguito dal coinvolgimento di tecnici esterni per le analisi forensi. Sono state avviate anche tutte le procedure previste e la notifica alle autorità competenti.
La società non ha fornito elementi più specifici sui dati raggiunti dall’intrusione, limitandosi a descriverli come accessibili via Internet. Questa formulazione non consente di stabilire con precisione quali informazioni siano state consultate o modificate. Sui lavori di costruzione del tunnel, invece, Bbt Se ha escluso conseguenze: “Bbt Se parla genericamente di dati accessibili tramite Internet e sostiene che l’incidente non ha avuto conseguenze sui lavori di costruzione del tunnel.”
Smartbox colpita il 3 novembre
Anche Smartbox, azienda che commercializza cofanetti regalo, ha confermato un’intrusione verificata il 3 novembre. Nel caso segnalato, però, gli autori non sono noti. L’azienda ha spiegato che ignoti cybercriminali hanno ottenuto l’accesso ad alcuni dati personali dei clienti, tra cui nomi e indirizzi email, senza sottrarre dati delle carte di pagamento né password degli account.
Smartbox ha dichiarato che ignoti cybercriminali hanno ottenuto l’accesso ad alcuni dati personali dei clienti, tra cui nomi e indirizzi email, senza sottrarre dati delle carte di pagamento né password degli account. In risposta all’incidente, l’azienda ha rafforzato la protezione dei sistemi interni, aperto un’indagine e avvisato le autorità.
Attenzione alle richieste sospette
Per gli utenti che hanno acquistato cofanetti, Smartbox prevede l’invio via email di un nuovo codice di conferma. L’azienda invita comunque a verificare attentamente qualsiasi comunicazione che sembri provenire dal proprio servizio. Richieste di password o dati di pagamento con caratteri sospetti devono essere trattate come phishing.
Smartbox ha dichiarato che ignoti cybercriminali hanno ottenuto l’accesso ad alcuni dati personali dei clienti, tra cui nomi e indirizzi email, senza sottrarre dati delle carte di pagamento né password degli account. Le richieste sospette di password e dati di pagamento che sembrano arrivare da Smartbox sono da considerare phishing.
La fonte presenta gli attacchi a Bbt Se e Smartbox come parte di una serie di azioni attribuite ai cybercriminali russi. Questo inquadramento non equivale però a un’attribuzione certa per entrambe le intrusioni: nel caso di Smartbox, gli autori dell’intrusione non sono noti.