Per gli estimatori del cinema di fantascienza e per chiunque ammiri il lavoro di Steven Spielberg, arriva un’occasione da non lasciarsi sfuggire: la Steelbook di A.I. – Intelligenza artificiale, il film del 2001, è ora preordinabile su Amazon al prezzo più conveniente, un’edizione che assume un significato particolare nel momento storico che stiamo vivendo.
Cosa contiene l’edizione da collezione
Realizzata da Warner Bros, questa edizione collezionabile si presenta in un cofanetto metallico e racchiude due dischi con il film in risoluzione 4K Ultra HD, per una durata complessiva di circa 2 ore e 25 minuti. La pellicola, che vanta un nutrito seguito tra gli appassionati del regista, racconta la storia di David, un robot capace di emozioni umane interpretato da Haley Joel Osment, attore visto di recente anche nella serie The Boys. David nutre un profondo affetto per Monica, la madre adottiva, ma il suo equilibrio si spezza quando il figlio biologico di Monica, guarito da una grave malattia, fa ritorno a casa: le attenzioni della coppia si spostano interamente su di lui e David viene abbandonato.
L’acquisto anticipato su Amazon è possibile grazie al “Risparmio Prenotazione al prezzo minimo garantito”, formula che assicura il costo più basso. Nella confezione trovano spazio anche diversi contenuti extra: un documentario dedicato alla realizzazione della pellicola, materiali sugli effetti speciali curati dal team di Lucasfilm, disegni, storyboard e interviste a Spielberg, Haley Joel Osment e Jude Law, che veste i panni di un androide “mecha” programmato come amante e che finirà per affiancare David durante il suo viaggio.
Perché il film resta attuale
Riletto a distanza di oltre due decenni, il film assume una risonanza del tutto nuova: racconta di robot e intelligenze artificiali senzienti, capaci di provare sentimenti, una prospettiva che appare ancora distante dalla realtà quotidiana ma al tempo stesso sempre più vicina. Lo stesso Spielberg, ripensando alla sua opera a più di 25 anni di distanza, ha dichiarato che se potesse cambiare qualcosa oggi, darebbe molta più enfasi e importanza a quanti “dati” le persone possono immettere nei dispositivi, e su quanto tutto ciò che può essere considerata espressione di creatività e dell’io rischi di essere soppiantato da strumenti meccanici.