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Intelligenza Artificiale

Omen AI acquisisce Aquatic Labs e unisce le competenze sui fluidi

Redazione
Last updated: 4 Novembre 2026 11:12
Redazione
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5 Min Read
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Omen AI ha acquisito Aquatic Labs tramite un’operazione da 16 milioni di dollari in contanti e azioni. L’accordo riunisce due startup che sviluppano sensori in tempo reale per l’acqua: i dispositivi di Omen individuano gli elementi presenti nel fluido, mentre quello di Aquatic Labs ne verifica l’alcalinità. Le due società prevedono di integrare le rispettive tecnologie in un unico sensore entro il primo anno.

Contents
Due tecnologie per controllare l’acquaIl monitoraggio dei chip e il mercato dell’infrastruttura AIUn mercato previsto fino a 4 trilioni di dollari

Fondata nel 2024, Omen AI aveva raccolto 31 milioni di dollari in un round Series A a giugno. L’azienda sta sviluppando un sensore capace di rilevare in tempo reale il malfunzionamento delle valvole e la proliferazione di batteri nel sistema, condizioni che possono interrompere il flusso dell’acqua. L’acquisizione aggiunge a questo lavoro la tecnologia complementare di Aquatic Labs e punta ad automatizzare un processo che finora richiedeva l’invio di campioni in laboratorio e una procedura della durata di più giorni.

Due tecnologie per controllare l’acqua

L’accordo è nato dopo che Zach Laberge, fondatore di Omen AI, è stato presentato ad Allan Adams, amministratore delegato di Aquatic Labs, da un investitore del settore della filtrazione. Adams diventerà direttore scientifico della società combinata. «Unire le due tecnologie offre un quadro molto più completo dell’acqua e del fluido», ha dichiarato Adams, sottolineando come l’unione permetta di automatizzare una attività in precedenza lenta e manuale.

Il percorso dei due fondatori porta a competenze differenti. Laberge ha abbandonato la scuola superiore per dedicarsi alla prima azienda, che effettuava analisi di fluidi simili per grandi macchine da costruzione dotate di sistemi idraulici. Adams, invece, ha una formazione accademica da fisico: ha lavorato per gran parte della sua carriera allo sviluppo di tecnologie avanzate per la rilevazione oceanica, prima come professore al MIT e poi come ricercatore presso il Woods Hole Oceanographic Institute.

Il monitoraggio dei chip e il mercato dell’infrastruttura AI

I sensori iniziali di Omen monitoreranno chip che consumano 250-300 MW di potenza entro la fine del 2026, per un valore di circa 5-7 miliardi di dollari. «I sensori iniziali di Omen monitoreranno chip da 250-300 MW entro la fine del 2026, per un valore di circa 5-7 miliardi di dollari», ha spiegato Laberge. L’obiettivo è installare i sensori su un’equivalente di 1 GW di chip entro la fine del 2027.

Il monitoraggio incide sulla continuità operativa dei data center. Quando il sistema dei fluidi presenta un’anomalia, i gestori sono spesso costretti a scaricare l’acqua per evitare danni alle apparecchiature, con la conseguente interruzione delle operazioni fino al ripristino del sistema. «Il monitoraggio consente ai gestori dei data center di riutilizzare lo stesso fluido più a lungo e di ridurre i costi di pulizia», ha spiegato Laberge.

Adams considera possibile applicare le tecnologie anche al di fuori dei data center. L’acqua utilizzata per il raffreddamento viene infatti scaricata nella rete idrica municipale: «La misurazione è necessaria per garantire che il processo di utilizzo e smaltimento dell’acqua nei data center sia sicuro e responsabile», ha sottolineato.

Un mercato previsto fino a 4 trilioni di dollari

Il consumo di acqua destinato al raffreddamento dei data center negli Stati Uniti è pari a 17-19 miliardi di galloni ogni anno. Secondo la Water Foundation, questo dato è destinato a triplicare nei prossimi cinque anni. Per gli investitori che destinano miliardi di dollari all’espansione dell’intelligenza artificiale, la gestione di un consumo così elevato rappresenta una sfida costosa e politicamente delicata.

Il mercato dell’infrastruttura AI era stato valutato fino a 4 trilioni di dollari entro il 2030, mentre alcuni operatori hanno manifestato dubbi sulla crescita degli investimenti. «Il lavoro di Omen riguarda progetti già finanziati 12 mesi fa, quindi non è influenzato dall’attuale calo di entusiasmo per gli investimenti in infrastruttura AI», ha dichiarato Laberge. «Stiamo lavorando con clienti che costruiscono o hanno già costruito i loro progetti, quindi la situazione non ci riguarda davvero, perché tutti questi progetti sono stati finanziati 12 mesi fa. Il nostro punto di vista è che, anche se il mercato si dimezza, resterà comunque il più grande mercato della storia umana».

TAGGED:acquaAquatic Labsdata centerOmen AIRaffreddamentosensori
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