NVIDIA è al centro di un’indagine di spionaggio cinese che collega una dirigente del settore dei data center alla sua amministratore delegato, Jensen Huang. Il caso è stato portato all’attenzione del presidente Donald Trump, che ha deciso di non intervenire al momento.
La figura al centro delle accuse è Alice Huang, conosciuta anche come Huang Le. Secondo le agenzie di intelligence statunitensi, la dirigente è stata identificata come fonte di informazioni per il governo cinese, in particolare per Alibaba e altri clienti cinesi.
Le attività di Megaspeed
La società Megaspeed, con sede a Singapore, acquista acceleratori NVIDIA per costruire infrastrutture di calcolo nel Sud-est asiatico. Gli investigatori sostengono che parte di questa capacità sia destinata ai clienti cinesi e che alcuni chip possano essere trasferiti illegalmente in Cina, violando le restrizioni all’esportazione.
L’indagine è iniziata alla fine del 2024, dopo una visita del Dipartimento del Commercio statunitense a un data center in Malaysia. Le apparecchiature NVIDIA erano ancora imballate, circostanza sospetta. Tra giugno 2024 e febbraio 2026, una società collegata a Megaspeed ha acquistato dispositivi AI contenenti tecnologia NVIDIA per 4.800.000.000 dollari, pari a circa 4,1 miliardi di euro.
Rapporti con Jensen Huang
La sorveglianza ha messo in luce i legami tra Alice Huang e Jensen Huang. I due sono stati fotografati insieme a Taipei nel giugno 2024 e nuovamente avvistati dopo una cena di lavoro nel maggio 2025. Le comunicazioni intercettate hanno portato a identificare la dirigente americana in una procedura di comunicazione con cittadini statunitensi.
Il presidente Trump è stato informato delle conclusioni dell’intelligence circa un anno fa. All’epoca, i funzionari non avevano certezza che il CEO fosse consapevole del ruolo della dirigente. Successivamente, alcuni esponenti dell’amministrazione hanno espresso dubbi sulla possibilità di coinvolgimento.
Risposta di NVIDIA e Megaspeed
Il portavoce di NVIDIA ha respinto le accuse di coinvolgimento del CEO, affermando che gli incontri con i clienti fanno parte delle normali attività di un amministratore delegato. La società sostiene che Megaspeed riceve solo informazioni commerciali ordinarie, non segreti industriali o dati rilevanti per la sicurezza nazionale.
Megaspeed ha annunciato un’indagine interna affidata a consulenti esterni e ha dichiarato la disponibilità a collaborare con le autorità. Il governo cinese, invece, ha definito le accuse americane infondate.
Contesto delle esportazioni di semiconduttori
La vicenda si inserisce nel quadro delle politiche di Washington sulle esportazioni di semiconduttori. Trump ha allentato alcune restrizioni introdotte negli anni precedenti e ha autorizzato la vendita in Cina di determinate generazioni di chip NVIDIA in cambio di una quota dei ricavi. Secondo funzionari ed ex funzionari citati dal quotidiano, il rapporto tra il presidente e Huang ha reso più complessa l’implementazione di nuove misure restrittive.
L’indagine prosegue, mentre Megaspeed continua a operare nel settore e a sviluppare infrastrutture in Malaysia.