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Software

ChromeOS Flex è vivo e vegeto, anche se nessuno ne parla

Redazione
Last updated: 21 Ottobre 2026 7:57
Redazione
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2 Min Read
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Poco o per niente citato dai riflettori, ChromeOS Flex non è affatto un progetto abbandonato: la piattaforma gratuita di Google, presentata nel 2022 per dare nuova vita a computer datati, prosegue regolarmente il suo cammino. Strettamente imparentata con il ChromeOS montato sui Chromebook — pur con differenze rilevanti — consente di recuperare un vecchio PC o Mac senza spendere un euro. L’onda di attenzione dell’anno scorso, legata alla fine di Windows 10, si è poi affievolita, ma l’iniziativa continua a marciare.

La prova più concreta arriva dagli aggiornamenti: “Il gruppo di Mountain View continua a distribuire aggiornamenti per il sistema operativo; a inizio ottobre ha rilasciato la versione 16805.33.0 nel canale Stable.” Non solo: il catalogo ufficiale dei dispositivi certificati, ossia quelli in grado di eseguire il sistema senza intoppi, si arricchisce di continuo di nuovi modelli, mentre altri vengono tolti dalla lista.

Scaricarlo e installarlo non costa nulla: l’unica spesa eventuale è quella di una pendrive USB da almeno 16 GB per l’avvio, reperibile anche in versioni di terze parti già pronte all’uso. La procedura guidata indicata nella guida ufficiale per il setup parte da un passaggio semplice: occorre procurarsi l’estensione dedicata disponibile sul Chrome Web Store.

Quanto alla compatibilità, in linea di massima rientrano nella lista praticamente tutti i computer — e numerosi tablet — equipaggiati con processori Intel e AMD immessi sul mercato dal 2013 in poi, oppure con chip NVIDIA dal 2015 in avanti. I requisiti minimi da rispettare sono i seguenti.

Architettura compatibile con Intel o AMD x86 a 64 bit; 16 GB di memoria interna; supporto all’avvio da unità USB; BIOS con accesso amministrativo completo.

Chi si ritrova tra le mani una macchina ormai troppo lenta, impossibilitata a passare alle release più recenti di Windows o macOS, può quindi valutare l’installazione di ChromeOS Flex per concederle una seconda opportunità. In alternativa restano sul tavolo le numerose distribuzioni Linux disponibili.

TAGGED:ChromebookChromeOSChromeOS Flexgoogleopen sourcesistemi operativi
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