Le grandi aziende tecnologiche statunitensi stanno versando denaro a piene mani per il progetto della White House State Ballroom, la sala da ballo destinata alla nuova East Wing della Casa Bianca. Lo rivela un report pubblicato in esclusiva dal Washington Post, che ha potuto consultare documenti riservati: complessivamente l’iniziativa ha raccolto 333 milioni di dollari.
Il 19 maggio 2026 Donald Trump aveva presentato alla stampa il progetto della sala, destinata a sostituire la East Wing originale, demolita un anno fa per sua volontà: l’ala storica era in piedi dal 1902.
Chi ha versato cosa
Tra i donatori spiccano Apple e NVIDIA, che hanno versato ciascuna 25 milioni di dollari. La medesima cifra proviene dalla Adelson Family Foundation e da Charles Ergen, co-fondatore dell’operatore Dish Network. Google ha invece devoluto 22 milioni attraverso un trust collegato a John P. Coale. Seguono Lockheed Martin, Microsoft e Palantir, ciascuna con 10 milioni di dollari.
I dati aggiornati alla fine di settembre 2026 fotografano una platea più ampia: 67 contributori hanno staccato assegni superiori a 10.000 dollari, e di questi 57 hanno donato almeno 100.000 dollari. Circa 77 milioni provengono da aziende e privati che hanno chiesto di rimanere anonimi. Il flusso di denaro passa da una realtà non-profit, che lo trasferisce poi su un conto della Casa Bianca controllato direttamente dal Presidente.
Un assente eccellente
Curiosamente, dalla lista dei benefattori manca proprio Trump. Il tycoon aveva infatti dichiarato: “Verrà pagata interamente da me e da alcuni miei amici”, promettendo di coprire da solo, con pochi intimi, l’intero costo dell’opera. Il suo nome non compare invece tra i donatori registrati.
Il sito istituzionale descrive così il progetto: “La State Ballroom rappresenterà un’aggiunta preziosa e quanto mai necessaria: uno spazio di circa 8.360 metri quadrati, caratterizzato da un design elaborato e una realizzazione curata nei minimi dettagli, con una capienza di 650 posti a sedere”.
Il rapporto tra Trump e le Big Tech prosegue su altri fronti: proprio in queste settimane dallo Studio Ovale è arrivata la direttiva di ribattezzare l’intelligenza artificiale in Super Intelligence, e alcune delle principali realtà del settore si sono già adeguate.