Chi da anni lavora per mettere Windows a dieta sta per tornare sulla scena. Lo sviluppatore noto come NTDEV, creatore di Tiny11, ha reso pubblico su X che sta preparando una versione del progetto ripensata dalle fondamenta, dopo un lungo periodo di silenzio.
Il progetto era nato a febbraio 2023 e l’ultimo aggiornamento risale a novembre 2025: da quel momento, più nulla. Ora le cose sembrano cambiare, anche se le informazioni disponibili sono scarse. L’unico indizio rilasciato finora è un’immagine che mostra l’interfaccia di Tiny11 Builder.
Tiny11 nasce per un obiettivo preciso: permettere l’installazione di Windows 11 in versioni alleggerite, senza i requisiti hardware ufficiali imposti da Microsoft. Niente vincoli pretenziosi sui PC idonei, niente componenti superflui a bordo.
Una famiglia allargata
Con il tempo il progetto ha generato diversi strumenti affini. Tiny11 Builder automatizza la creazione delle ISO leggere, mentre Tiny11 Core, secondo quanto riportato, “Tiny11 Core permette di installare Windows 11 su certi telefoni”. Completano la famiglia Tiny10, pensato per chi è rimasto su Windows 10, e Nano11, la variante più radicale, che spinge l’installazione ai minimi termini possibili.
Perché la nuova versione può valere l’attesa
“Il nuovo Tiny11 dovrebbe supportare Windows 11 dalla 22H2 fino alla futura 26H2”: un arco temporale decisamente ampio. Non si escludono ulteriori opzioni e ottimizzazioni delle prestazioni, ma al momento si tratta di possibilità, non di impegni presi.
La compatibilità dovrebbe estendersi a quasi tutti i computer. Restano tagliati fuori soltanto i PC privi di determinate istruzioni della CPU, un limite apparentemente duro da superare. Esiste però già un’utility, POP4.2, capace di scavalcare anche quell’ostacolo: Microsoft alza il muro, e c’è sempre chi arriva con la scala.
Windows 11 dimagrisce anche da solo
Microsoft ha già ottimizzato Windows 11 per ridurre il consumo di RAM, senza però modificare i requisiti minimi ufficiali per l’installazione. L’azienda, nel frattempo, continua a bloccare alcuni dei metodi con cui gli utenti aggirano quelle limitazioni. Ne risulta una rincorsa costante: da un lato Microsoft fa rispettare le proprie regole, dall’altro sviluppatori come NTDEV cercano soluzioni nuove per rendere il sistema accessibile anche ai computer non supportati. Una partita tutt’altro che chiusa.