Spotify starebbe preparando un nuovo abbonamento dedicato all’intelligenza artificiale, con l’intenzione di offrire agli utenti la creazione di remix e la generazione di cover a partire dai brani originali. Il debutto potrebbe avvenire nel Q1 2027, secondo informazioni trapelate. La sottoscrizione sarebbe opzionale rispetto alla formula Premium attuale, con un sovrapprezzo di 4-5 dollari al mese.
Approfondisci: Spotify rimuove 50 milioni di brani AI dalle raccomandazioni
Il Financial Times ha riportato l’esistenza del progetto. Spotify starebbe trattando i termini dell’accordo con musicisti ed etichette per aderire all’iniziativa. La piattaforma dovrebbe quindi coinvolgere gli artisti e le case discografiche nella definizione delle condizioni per l’adesione, mentre gli ascoltatori potrebbero scegliere se aggiungere o meno il nuovo servizio al proprio abbonamento.
L’offerta prevista dovrebbe consentire di trasformare un brano rock in un pezzo dance o di realizzarne versioni alternative, secondo un modello simile a quello già proposto da Suno. L’abbonamento dovrebbe includere la possibilità di creare remix e generare cover partendo dai brani originali. La tempistica esatta del debutto non è ancora definita, ma le informazioni trapelate indicano il Q1 2027 come possibile finestra di lancio.
Tra gli aderenti figurerebbero già Universal Music Group, le etichette indipendenti del gruppo Merlin e Believe. Le trattative con Sony Music e Warner Music sarebbero ancora in corso. La partecipazione delle due major non è quindi confermata, mentre il coinvolgimento delle altre etichette e dei cataloghi indipendenti risulta più avanzato.
Il percorso di Spotify verso i contenuti generati con l’intelligenza artificiale è già beguno attraverso un badge dedicato agli artisti che non esistono. La piattaforma ha inoltre rimosso decine di milioni di brani dalle raccomandazioni per ragioni di trasparenza. Queste scelte hanno accompagnato l’evoluzione del servizio e fanno da antecedente all’ipotesi di un abbonamento specifico per remix e cover.
L’accoglienza degli utenti resta da verificare. Il sovrapprezzo di 4-5 dollari al mese si aggiungerebbe al costo della formula Premium, in un momento in cui gli abbonati hanno già affrontato diversi aumenti. La scelta di presentare la funzionalità come un extra opzionale potrebbe favorire l’adesione, lasciando a ciascuno la decisione di sostenere o meno il costo aggiuntivo.