Martedì Google ha comunicato alle scuole che sarà possibile disattivare Gemini. La libertà di scelta, però, si dimostra piuttosto limitata: rinunciare anche agli altri strumenti AI implica abbandonare Google Search. Si tratta, di fatto, di un compromesso che presenta caratteri piuttosto singolari.
La notizia si intreccia con una battaglia più ampia sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’educazione. Negli Stati Uniti cresce l’attenzione verso la quantità di spazio da concedere a queste tecnologie nella vita quotidiana. Il voto di martedì sera ha reso visibile una certa insofferenza nei confronti dei data center. Restano però due questioni differenti: evitare un grande impianto vicino a casa e utilizzare l’AI per studiare o lavorare. Il dibattito si concentra proprio sulla seconda.
Le richieste dei docenti e la risposta di Google
Nel frattempo, gli insegnanti lamentano difficoltà concrete. Google ha risposto con “Guided Learning”, una tecnologia progettata per seguire i ragazzi nell’affrontare i problemi passo dopo passo, anziché consegnare loro una risposta già elaborata. In teoria, si tratta di un supporto paziente all’apprendimento. Molti docenti chiedono però qualcosa di più essenziale: eliminare l’AI dal percorso formativo.
Dopo le polemiche di martedì, l’azienda ha dichiarato: “Google ha followed il feedback delle scuole e ha previsto Gemini, Gemini Notebook e Search disattivati di default, con l’attivazione individuale da parte di ogni istituto.” La scelta dei singoli istituti riguarderà quindi questi tre servizi. Google Search continua tuttavia a includere funzioni AI come le AI Overview e la modalità AI Mode, che fornisce risposte alle domande degli utenti.
DuckDuckGo si propone come alternativa
DuckDuckGo ha reagito immediatamente alla possibilità offerta da Google. L’azienda, da sempre attenta alla riservatezza e alla raccolta minima di dati, si è rivolta alle scuole attraverso X. Gabriel Weinberg, fondatore e CEO di DuckDuckGo, ha condiviso su X le istruzioni per cambiare il motore di ricerca predefinito e ha invitato le scuole a contattare DuckDuckGo in caso di difficoltà.
La portata dell’intervento di Google si comprende considerando i dati pubblicati nel tempo dalla stessa azienda. Nelle aule sono in uso circa 50 milioni di Chromebook, mentre Google Classroom conta più di 150 milioni di utenti nel mondo. Si tratta di un mercato ampio, nel quale DuckDuckGo intravede un’opportunità per presentare un’alternativa.
Anche il responsabile degli affari pubblici di DuckDuckGo, Kamyl Bazbaz, ha usato toni diretti. “Kamyl Bazbaz ha definito il comportamento di Google come quello di un monopolista che impone l’AI ai bambini.” A suo giudizio, l’azienda potrebbe ritirare rapidamente le funzioni AI dalla ricerca destinata alle scuole, se lo desiderasse: “Google potrebbe disattivare le funzioni AI della ricerca per le scuole in un attimo, se lo volesse.”
Un motore di ricerca con meno funzioni AI
Nonostante la critica rivolta a Google, DuckDuckGo non rifiuta in blocco l’intelligenza artificiale. L’azienda dispone di Duck.ai, una chat dedicata, e di un assistente di ricerca basato sull’AI. Gli utenti possono però disattivare queste funzioni sia nelle impostazioni del motore di ricerca sia in quelle del browser.
Per limitare ulteriormente il ricorso all’AI, DuckDuckGo offre anche noai.duckduckgo.com. Su questo sito restano esclusi le risposte assistite dall’intelligenza artificiale, le immagini generate e i suggerimenti relativi alle funzioni AI. La scelta consente quindi di mantenere il servizio di ricerca senza le caratteristiche più invasive dell’AI.
Queste opzioni potrebbero contribuire all’aumento degli utenti. L’azienda ha riferito che “Le installazioni dell’app DuckDuckGo sono salite del 30% a inizio anno.” Lo stesso periodo ha visto crescere le lamentele di numerosi utenti, stanchi delle risposte fornite dalla ricerca AI di Google.