Si chiama Sensing Art: Capolavori oltre lo sguardo ed è il progetto presentato da Meta insieme a EssilorLuxottica e alla Pinacoteca di Brera. “Il progetto è stato messo in campo con l’obiettivo dichiarato di esplorare nuove modalità di accesso all’arte per le persone cieche e ipovedenti”, puntando sulle capacità degli occhiali AI per abbattere le barriere nella fruizione dei dipinti.
Il funzionamento è semplice: quando il visitatore si ferma davanti a un’opera della collezione, gli smart glasses la identificano e fanno partire in automatico l’audiodescrizione attraverso i loro speaker integrati. Non serve toccare lo smartphone né collegare alcun dispositivo esterno, come invece accade con le tradizionali audioguide: tutto avviene direttamente sul viso dell’utente.
Il percorso non nasce da zero, ma si innesta su un servizio che la galleria milanese offre già: DescriVedendo, un programma pensato per ridurre gli ostacoli percettivi legati alla disabilità visiva, che accompagna la scoperta dei quadri con descrizioni morfologiche precise e approfondimenti storico-artistici. La tecnologia degli smart glasses si integra esattamente in questa iniziativa.
Gli occhiali riconoscono otto capolavori della Pinacoteca. L’elenco comprende Il bacio di Francesco Hayez e la Cena in Emmaus di Caravaggio, oltre a: Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti di Andrea Mantegna; Cristo e la samaritana al pozzo di Annibale Carracci; Portarolo seduto con cesta a tracolla, uova e pollame di Giacomo Ceruti (Pitocchetto); Il ritrovamento del corpo di San Marco di Jacopo Robusti (Tintoretto); Madonna col Bambino e santi, angeli e Federico da Montefeltro di Piero della Francesca; Sposalizio della Vergine di Raffaello Sanzio.
Oltre a EssilorLuxottica e alla Pinacoteca, al progetto partecipano anche ANS (Associazione Nazionale Subvedenti), UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano. Il percorso è attivo da subito: per accedervi è sufficiente effettuare una prenotazione.
Nel solco dello stesso impegno verso l’accessibilità, circa due mesi prima Meta aveva donato 15.000 occhiali smart Ray-Ban a Vision Ireland, l’associazione irlandese che sostiene le persone cieche e ipovedenti.