Secondo un ex dirigente di Capcom, la serie Resident Evil ha perso la propria identità survival horror già con Code: Veronica, il capitolo uscito nel 2000 su Dreamcast. Miguel Corti, che ha lavorato nell’azienda giapponese dal 2007 arrivando a ricoprire ruoli di responsabilità nella produzione globale, ha espresso questo giudizio attraverso una serie di post pubblicati su BlueSky e poi eliminati. A suo parere, quel titolo ha esercitato un “impatto diretto e negativo” sull’evoluzione del franchise, preparando il terreno per la deriva action che si sarebbe consolidata con Resident Evil 5 e 6.
Le accuse a Code: Veronica
“Tutti citano sempre i primi tre Resident Evil, dimenticandosi di Code: Veronica”, ha esordito Corti. “C’è una linea diretta che collega CV a RE 5 e 6: CV è il gioco in cui la serie ha perso la bussola, cercando di stipare quanti più luoghi e intrecci narrativi possibile in un disco per Dreamcast”. L’ex manager riconosce che numerosi sviluppatori ritengono Code: Veronica il migliore dei capitoli precedenti a Resident Evil 4, ma la sua preferenza va nettamente a Resident Evil 2, che considera superiore.
Le critiche di Corti non si fermano alla struttura narrativa: anche il tono complessivo dell’esperienza viene messo in discussione. La sequenza cinematografica iniziale è stata descritta come “una vera e propria imitazione di Die Hard e John Woo, senza nulla di horror”, ovvero una direzione che a suo avviso anticipava l’impostazione più spettacolare degli episodi successivi. Un orientamento che non sorprende del tutto se si pensa che Hideki Kamiya, director di Resident Evil 2, ha dichiarato in passato di non amare l’horror e di aver riempito il gioco di ciò che più lo appassionava all’epoca, in particolare il cinema di serie B americano.
Un giudizio dichiaratamente prevenuto
Corti ha comunque ammesso di non essere imparziale: “Niente contro i fan di CV, ma vedere come abbia avuto un’influenza diretta e negativa sullo sviluppo della serie significa che sono prevenuto nei suoi confronti. Prendete le mie considerazioni con le pinze”. Una precisazione che invita a pesare le sue parole con cautela, senza tuttavia negarne la sostanza.
Il remake riporta il gioco al centro del dibattito
Le riflessioni dell’ex dirigente arrivano in un momento particolare per la storia del franchise. Code: Veronica occupa infatti una posizione singolare nel percorso della saga: pur essendo spesso escluso dalle discussioni sui capitoli numerati, approfondisce le storie di Chris e Claire Redfield e, per una parte degli appassionati, merita di essere considerato il vero terzo episodio, in contrapposizione al più discusso Resident Evil 3: Nemesis, pubblicato nel 1999.
Il dibattito potrebbe riaccendersi presto anche grazie ai progetti di Capcom per il futuro. L’azienda ha infatti annunciato un remake intitolato Resident Evil Veronica, atteso nel 2027 su PC, PlayStation 5, Xbox Series X e S e Nintendo Switch 2; al momento non è stata resa nota una data di lancio precisa. Nel frattempo l’insider Dusk Golem ha già diffuso indiscrezioni sui possibili DLC del remake, primo segnale dell’interesse attorno al ritorno di questo capitolo.