Il decennio dei Novanta è stato un’epoca decisiva per il mondo dei giocattoli. Se gli anni ’80 avevano consacrato il successo di Transformers, GI-Joe e Masters of the Universe, nel periodo successivo esplosero fenomeni come le Tartarughe Ninja e i Biker Mice da Marte, insieme a una nuova generazione di giocattoli elettronici tra cui spicca il celebre robot Emiglio.
Emiglio e Tamagotchi: la tecnologia diventa gioco
Emiglio fu lanciato sul mercato come un autentico robot umanoide, in grado di eseguire piccole mansioni domestiche e di portare in giro oggetti grazie a un comodo vassoio. Nella pubblicità le sue capacità sembravano sorprendenti, nella pratica un po’ meno; resta comunque un oggetto cult del decennio e uno dei primi esempi di tecnologia futuristica applicata al gioco. Le quotazioni odierne sono notevoli: “Un robot Emiglio funzionante e completo supera abbondantemente i 250/300 euro a seconda dello stato di conservazione della confezione”, quindi servono scatola, istruzioni, alimentatore originale e, soprattutto, il vassoio porta oggetti.
Nel 1996 arrivò in Italia il Tamagotchi, decretando un boom immediato tra gli adolescenti. Il pulcino originale Bandai, se conservato in confezione con la bolla ancora chiara e trasparente e scatola mai aperta, oggi si vende intorno ai 150 euro. Chi ne possedesse un’intera serie in diversi colori potrebbe ritrovarsi in mano un piccolo tesoro.
Le carte Magic: il debutto dei giochi di carte collezionabili
I Novanta segnarono anche l’arrivo dei giochi di carte collezionabili: in Italia fu Magic ad aprire le danze dal 1993, riscuotendo un enorme seguito anche tra i giovani italiani. Lasciando da parte il mitico Black Lotus e i suoi 100.000 euro, esistono molte altre carte dal valore considerevole, in particolare quelle mai ristampate provenienti da set di espansione degli anni ’90 come Underground Sea, Tundra e Tropical Island, il cui valore indicativo si aggira sui 500 euro per esemplari in buono stato di conservazione.
Altri nomi da tenere d’occhio in un vecchio raccoglitore? Mishra’s Workshop, Bazaar of Baghdad, Tabernacle at Pendrell Vale, Gaea’s Cradle, Mox Diamond e City of Traitors, tra le carte più diffuse sul territorio italiano. Le carte Pokemon e Yu-Gi-Oh, invece, giunsero nel nostro paese soltanto nel 2000 e per questo non compaiono in questa lista, nonostante in Giappone fossero già molto popolari fin dalla seconda metà del decennio.
Action figure: Tartarughe Ninja e Power Rangers
Parlando di action figure, i due fenomeni da citare sono le Tartarughe Ninja e i Power Rangers. Le tartarughe mutanti ninja garantiscono le maggiori soddisfazioni soprattutto con i playset: il furgoncino vale oggi circa 100 euro, cifra che raddoppia se si possiede la scatola con gli adesivi ancora non attaccati, mentre il dirigibile supera i 200 euro quando il pallone volante è ben tenuto e privo di buchi. I singoli personaggi non raggiungono quotazioni elevate, ma alcune varianti più rare come i modelli trasformabili della serie Turtles Mutations vengono venduti oggi a circa 80 euro se completi di scatola, e a 50 euro per i soli personaggi con gli accessori.
Per i Power Rangers i listelli sono differenti: i singoli personaggi possono valere 50/60 euro l’uno, ma il vero colpo grosso è il mitico Megazord. “Un Megazord completo e con la scatola originale vale circa 300 euro, fino a 500 euro se mai aperto”: un autentico pezzo da anni ’90 per una serie amatissima anche in Italia, che ha scandito l’infanzia di molti neo quarantenni.
Sorpresine Kinder e LEGO: i pezzi più quotati
Prezzi mediamente elevati anche per le sorpresine dell’ovetto Kinder, in particolare per le serie dei primi anni ’90 come Coccodritti, Happypotami e Tartallegre: questi pezzi toccano quotazioni collezionistiche di circa 200/250 euro l’uno se completi di cartine e di tutti gli accessori.
Chiudiamo con i LEGO. Le serie Pirati, Spazio e Castello non vengono più prodotte da anni, e proprio per questo i set di queste linee sono diventati molto rari, con quotazioni medie di tutto rispetto. Due esempi concreti: il Galeone dei Pirati (6286) e il Castello dei Cavalieri del Drago (6086) si scambiano oggi tra i 400 e i 500 euro se completi di scatola, mentre le confezioni mai aperte raggiungono mediamente i 1500 euro.