Il successo di Palworld, il survival di Pocketpair con creature da catturare, non si è fermato con il recente lancio della versione 1.0. Lo studio nel frattempo ha allargato i propri orizzonti: a gennaio 2025 è nata la divisione editoriale Pocketpair Publishing, mentre nell’agosto 2026 ha debuttato il gioco di carte collezionabili ufficiale del brand. Il franchise è destinato a espandersi ulteriormente con gli spin-off Palworld: Palfarm e Pal♡world! ~More Than Just Pals~. Il titolo principale, però, non seguirà la strada del live service.
A esporre la filosofia dell’azienda è John “Bucky” Buckley, responsabile di Publishing e Comunicazione di Pocketpair, in una recente intervista a MP1st. Interrogato sul motivo per cui Palworld non abbia seguito l’esempio di Fortnite, magari integrando Palfarm come modalità aggiuntiva, Buckley ha spiegato: “Capisco perfettamente perché alcuni si aspettino che porteremo Palworld in quella direzione, ma noi vogliamo semplicemente fare giochi divertenti a modo nostro… massimizzare gli incassi il più in fretta possibile non è ciò che guida le nostre scelte creative”.
Su X il dirigente è tornato sul punto: “Probabilmente potremmo trasformare Palworld in un grande gioco live service con una marea di DLC e microtransazioni, ma non credo sia la strada giusta per noi”.
Perché Palfarm è un gioco a parte
Come esempio concreto di questa impostazione, Buckley ha menzionato proprio Palworld: Palfarm. A suo avviso alcune idee rendono meglio se trasformate in titoli autonomi: invece di cucire una modalità agricola dentro Palworld, Pocketpair ritiene che un gioco di fattoria indipendente possa far respirare meccaniche e concetti propri, senza i vincoli imposti dalle esigenze del gioco principale.
Sui metaversi in stile Fortnite Buckley ha espresso un giudizio equilibrato: il modello funziona bene per Epic Games, ma “Non riteniamo che un approccio sia migliore dell’altro”, osservando che proprietà intellettuali diverse finiscono naturalmente per adottare strategie diverse.
Il responsabile ha anche sottolineato che Pocketpair pesa meno le logiche finanziarie di quanto si immagini: l’azienda è interamente di proprietà dei fondatori e si autofinanzia al 100%, quindi le decisioni nascono soprattutto da ciò che gli sviluppatori stessi trovano divertente.
Da ultimo, Buckley ha chiarito il ruolo degli spin-off nel progetto complessivo: “Il gioco principale resta estremamente importante per noi e questi spin-off non servono a sostituirlo. Li vediamo come nuovi modi per i giocatori di vivere il mondo e i personaggi di Palworld da prospettive diverse”.