Meta ha rimosso dalla pagina delle condizioni commerciali la clausola che consentiva l’uso dei contenuti dei siti web per addestrare l’intelligenza artificiale, dopo le proteste di Nieman Lab e del docente James Grimmelmann.
Il passaggio eliminato prevedeva che Meta potesse usare qualsiasi contenuto proveniente da domini, pagine web o URL per “fornire, sviluppare, migliorare, ricercare, addestrare e mantenere l’integrità” dei propri prodotti e servizi. La parola chiave “addestrare” ha sollevato timori di utilizzo non autorizzato dei contenuti.
Secondo i critici, Meta stava cercando di ritagliarsi il diritto di usare gratuitamente i contenuti raccolti dai siti per alimentare i propri prodotti AI, scavalcando le istruzioni di blocco del file robots.txt, che i siti appongono per indicare ai crawler che non devono entrare.
La prima risposta di Meta è stata quella di rifiutare le accuse, affermando che non c’era alcun cambiamento nel modo in cui l’azienda usa i web crawler. Poi, al termine di un aggiornamento, la clausola è stata cancellata in modo definitivo.
Nel comunicato, il portavoce Daniel Roberts ha precisato che i termini sul crawling erano applicabili solo ai prodotti pubblicitari e aziendali di Meta. L’azienda ha ribadito che non si tratta di fare scraping dei siti di news e che i crawler non cambiano.
Il file robots.txt rimane valido e i proprietari dei contenuti possono continuare a usarlo per indicare le proprie preferenze.