La Manovra 2027 estende la propria portata anche alle sale LAN e ai centri a essi assimilati, che dovranno affrontare una tassazione pesante a partire dal prossimo anno. L’articolo 25 del Disegno di Legge di Bilancio 2027 punta infatti a definire un quadro normativo più preciso sulla gestione di questi locali per intrattenimento, intervenendo su aspetti che finora non avevano ricevuto una disciplina organica.
Il risultato atteso dal governo consiste nel versamento regolare di tributi specifici. La stima ufficiale indica un gettito di quasi 6 milioni di euro nel 2027, destinato a crescere fino a 66 milioni nel 2028. Il provvedimento non si limita però a fissare oneri fiscali: stabilisce anche regole dettagliate per l’organizzazione, la gestione e l’operatività delle strutture.
Un modello più rigido per l’organizzazione delle sale
Uno dei punti centrali riguarda la separazione netta tra il gaming in LAN, comprese le postazioni dedicate ai simulatori, e le slot machine o altri dispositivi analoghi legati all’azzardo. Nello stesso locale non potranno quindi coesistere这两种 tipologie di offerta. Le sale LAN dovranno essere riservate esclusivamente a sfide basate sull’abilità, senza vincite in denaro, mentre le macchine incentrate sul caso dovranno restare fuori dai locali destinati a questo tipo di competizioni.
Un ulteriore requisito riguarda la capienza: ogni sala dovrà disporre di almeno 20 postazioni da gioco. Anche l’arredamento dovrà contribuire a disincentivare l’alienazione dei giocatori, prevedendo elementi come orologi che aiutino a percepire il trascorrere del tempo e oggeti di ordine estetico capaci di rendere l’ambiente meno asettico. Questi dettagli fanno parte delle condizioni necessarie per operare secondo il regolamento previsto dal testo.
Autorizzazioni bienniali e costi distinti
Per proseguire l’attività, le sale LAN dovranno ottenere ogni due anni un’autorizzazione ufficiale dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il rilascio sarà riservato alle strutture che rispettano i criteri stabiliti: il numero minimo di postazioni, una piattaforma di gestione collegata, l’adeguamento di arredo e organizzazione al regolamento e il versamento delle tasse dovute.
Gli oneri fiscali sono articolati in voci separate. Il testo prevede 1200 euro all’anno per ogni postazione destinata al normale gaming in LAN e 2000 euro per ogni postazione riservata ai grandi simulatori. All’importo annuale per le postazioni si aggiungono altri tributi distinti per l’ottenimento dell’autorizzazione: 200 euro per apparecchio, 1.000 per sala e 10.000 per piattaforma online.
Una struttura dotata del minimo di 20 postazioni sarebbe quindi soggetta a un versamento complessivo di circa 25.000 euro all’anno. Il peso richiesto non dipende dalla frequenza con cui le postazioni vengono utilizzate: le nuove tasse rappresentano un importo fisso indipendente dagli incassi effettivi e richiedono un impegno monetario rilevante fin dall’avvio dell’attività.
Minori, registrazioni e adeguamento delle strutture esistenti
Il disegno di legge introduce disposizioni severe anche sul controllo dell’accesso ai minori e sulle licenze d’uso. La cronologia delle attività dovrà essere conservata per almeno cinque anni, così da mantenere un registro documentato delle operazioni svolte nelle strutture. Le sale già aperte che non soddisfano i nuovi criteri avranno due mesi per adeguarsi alle prescrizioni una volta entrata in vigore la legge di bilancio.
L’introduzione di un regime più stringente potrebbe avere effetti rilevanti su un settore già considerato di nicchia in Italia. La nuova tassazione e il quadro normativo potrebbero mettere a rischio il futuro delle sale LAN e determinare ulteriori chiusure e una forte diminuzione della loro presenza sul territorio, nonostante le previsioni di gettito formulate dal governo.
La discussione pubblica sul tema non si è limitata alle cifre e agli adempimenti burocratici. Nei giorni scorsi è tornata in evidenza la posizione dell’ex-ministro di grazia e giustizia Claudio Martelli, secondo cui i videogiochi allenerebbero alla violenza e sarebbero la causa dei disordini di piazza. La sua dichiarazione si inserisce nel dibattito più ampio sulle sale LAN e sull’uso dei videogiochi come intrattenimento.