Meta aveva annunciato una versione aggiornata delle condizioni commerciali che permetterebbe di utilizzare i contenuti pubblicati per sviluppare i propri servizi e per addestrare i modelli AI. L’azienda di Menlo Park aveva presentato la proposta con l’obiettivo di sfruttare i dati presenti su Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger per ottimizzare i propri prodotti e addestrare i sistemi di intelligenza artificiale.
Secondo la proposta, le nuove regole avrebbero entrato in vigore il 20 ottobre. Tuttavia, dopo aver ricevuto numerose critiche, Meta ha eliminato il termine “addestrare” e ha spostato la data di attivazione al 20 novembre. Due giorni fa, il portavoce Andy Stone ha comunicato che le nuove condizioni non verranno più applicate, mantenendo valide le versioni precedenti.
Nonostante la sospensione, la Competition and Markets Authority (CMA) ha comunque avviato un’indagine. L’autorità antitrust sospetta un abuso di posizione dominante, ritenendo che l’accettazione da parte delle aziende possa configurarsi come un’imposizione illecita di condizioni commerciali inique in violazione del Competition Act 1998.
La CMA ha rivelato che lo spostamento dell’applicazione dal 30 ottobre al 20 novembre era stato concordato con l’autorità. Meta ha deciso di sospendere l’entrata in vigore e ha avviato una consultazione con le parti interessate. La prima fase dell’indagine dovrebbe terminare entro gennaio 2027.
Un portavoce di Meta ha dichiarato che non c’è motivo per avviare un’indagine, in quanto le condizioni commerciali non verranno modificate senza consultare le parti interessate.
La CMA ha inoltre chiesto informazioni sull’abbonamento Meta One. Secondo la Federation of Small Businesses, potrebbe esserci un impatto negativo sulla pubblicazione di link esterni in assenza del pagamento dell’abbonamento.