Bloodborne e Tekken 6 sono due dei port PC non ufficiali comparsi nelle ultime settimane e realizzati con il supporto dell’intelligenza artificiale. Il fenomeno, definito un movimento ampio quanto improvviso, ha reso possibile anche il port nativo di Bloodborne e ha rinnovato Tekken 6 con la modalità online. GTA 6 rientra però in un discorso più ampio: chi opera con chatbot basati sull’AI potrebbe diffondere online versioni non autorizzate dei giochi, mentre le case editrici devono fare i conti con questo rischio.
Anthropic ha limitato la possibilità che Claude continui a operare liberamente in questo ambito, ma il problema non è considerato risolto. Per gli editori che non dispongono degli strumenti necessari, la difesa dei diritti di proprietà intellettuale appare più difficile. Take-Two ha invece dimostrato determinazione nel caso di Grand Theft Auto, come ricorda Obbe Vermeij, ex Rockstar North.
Secondo Vermeij, Rockstar ha iniziato a dare maggiore priorità alle versioni console dei titoli di Grand Theft Auto a partire da GTA 3. Questa scelta contraddice in parte la tendenza degli editori, che di solito coordinano il lancio di tutte le piattaforme. «Per gli editori conviene uscire contemporaneamente con tutte le versioni perché devono sostenere i costi di un’unica campagna di marketing», spiega Vermeij. Il motivo alla base è economico: una sola campagna promozionale serve a coprire più versioni contemporanee.
Per GTA, però, la logica è diversa. «Immagino che per loro il problema si ponga meno, dato che il gioco è di dimensioni enormi; perciò, hanno sempre mantenuto questo approccio. Inoltre, per gli sviluppatori è decisamente più semplice lavorare su una versione alla volta. Quindi, tutto sommato, ha senso». In questo caso, Vermeij considera praticabile sviluppare una versione per volta, soprattutto per un titolo così vasto, e ritiene che il metodo adottato da Rockstar resti sensato.
La novità, sostiene Vermeij, è che il settore si trova davanti a una questione senza precedenti storici: come impedire che i propri giochi vengano replicati da chi gestisce chatbot basati su AI. Il rischio riguarda in particolare gli editori meno attrezzati per proteggere i propri diritti di proprietà intellettuale con la stessa determinazione mostrata da Take-Two nel caso di Grand Theft Auto.
«Ha davvero cambiato il mondo», osserva Vermeij. «Se fosse in Rockstar, Obbe Vermeij si preoccuperebbe della possibilità che qualcuno prenda la versione per PS5 e usi l’intelligenza artificiale per convertirla su PC. Certo, il risultato non sarebbe all’altezza del lavoro originale, ma danneggiare comunque le vendite». Secondo questa valutazione, un port generato con l’intelligenza artificiale potrebbe quindi non raggiungere la qualità dell’originale, senza per questo smettere di incidere sulle vendite.
Vermeij non esclude una modifica della strategia di rilascio: «Obbe Vermeij ritiene che Rockstar potrebbe cercare di avvicinare le date di uscita delle varie versioni, pur ammettendo di non sapere cosa abbiano in mente». In pratica, avvicinare le uscite potrebbe ridurre il tempo disponibile per diffondere copie non autorizzate, ma l’ex sviluppatore non afferma che questa sia una decisione già presa.
Strauss Zelnick ha anticipato che Take-Two non starà a guardare se qualcuno proverà a creare copie pirata di GTA 6. Vermeij riconosce la difficoltà del problema: «Onestamente, non vedo come ci si possa difendere da una cosa del genere». Da una parte, ipotizza che Take-Two potrebbe mobilitare i propri avvocati; dall’altra, ritiene possibile che l’intelligenza artificiale non offra ancora un risultato davvero all’altezza.
«Siamo di fronte a un mondo completamente nuovo. In passato, lo sviluppo di un gioco richiedeva un tale impegno da rendere praticamente impossibile copiarlo, ma oggi le cose sono cambiate radicalmente. Staremo a vedere, nei prossimi anni, come evolverà la situazione». La fonte indica il 19 novembre come data di attesa per l’arrivo di GTA 6 e si chiude con una preparazione all’uscita che riguarda la TV e il controller.