AMD sta trasformando la propria attività in un business di infrastrutture per data center, con l’intelligenza artificiale destinata a pesare sempre più sui ricavi. I risultati del terzo trimestre 2026 mostrano un fatturato della divisione dedicata quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente e ormai vicino a due terzi delle entrate totali. La crescita non si arresta al dato immediato: per il 2027 l’azienda punta a un incremento complessivo superiore all’80%, con i processori server destinati a raddoppiare e il comparto Data Center IA in aumento ancora più rapido.
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Nel terzo trimestre 2026 AMD ha registrato ricavi complessivi per 13 miliardi e 400 milioni di dollari, in crescita del 45% su base annua e superiori ai 13 miliardi previsti inizialmente. La divisione Data Center ha contribuito con 8 miliardi e mezzo di dollari, con un incremento del 97% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il peso della divisione sul fatturato complessivo di AMD è passato dal 47% al 64%, mentre il margine operativo del segmento è salito dal 25% al 34%.
Per il quarto trimestre AMD prevede ricavi complessivi intorno ai 17 miliardi di dollari, il 66% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e circa 800 milioni sopra le attese del mercato. La divisione Data Center dovrebbe crescere di un ulteriore 50% rispetto al terzo trimestre e registrare per la prima volta ricavi superiori quelli dei processori server. Le previsioni per il 2027 sono state riviste al rialzo: “AMD prevede una crescita del fatturato complessivo superiore all’80% nel 2027, con i ricavi dei processori server destinati a raddoppiare e quelli del comparto Data Center IA in aumento ancora più rapido.”
Secondo le stime aggiornate di Counterpoint Research, il fatturato Data Center di AMD potrebbe raggiungere circa 77 miliardi di dollari nel 2027, con un contributo quasi equivalente da processori server e acceleratori IA. “Il segmento Data Center potrebbe generare circa 77 miliardi di dollari nel 2027, con un contributo quasi equivalente da processori server e acceleratori IA.” L’obiettivo implicito è il raddoppio dei ricavi dei processori server: al ritmo attuale, il business CPU vale circa 24 miliardi di dollari su base annualizzata, mentre per arrivare al traguardo servirebbero circa 39 miliardi, con un incremento nell’ordine del 60%. Il comparto IA partirebbe invece da una base più vicina al traguardo e avrebbe bisogno di una crescita di circa il 40%.
La domanda dei processori EPYC è già in aumento. Nel terzo trimestre le vendite ai clienti cloud e alle imprese sono più che raddoppiate su base annua. Turin è la generazione EPYC più diffusa nei cloud pubblici, con oltre 540 istanze disponibili. Sono iniziate le spedizioni commerciali di Venice, la prossima generazione di CPU, per la quale sono stati annunciati più di 240 sistemi OEM, il 20% in più rispetto a Turin.
Un elemento della strategia AMD è rappresentato dai rack Helios, che secondo Counterpoint potranno integrare fino a 144 processori Venice e gestire circa 74.000 thread. “I rack Helios potranno integrare fino a 144 processori Venice e gestire circa 74.000 thread.” Sono sistemi progettati per carichi di lavoro legati agli agenti IA, con le prime spedizioni previste nel quarto trimestre. AMD punta inoltre a fornire le CPU che gestiscono i nodi principali delle infrastrutture basate su acceleratori personalizzati. Tra gli esempi citati c’è OpenAI, che utilizza EPYC Turin come processore host per il proprio ASIC, mentre altri sviluppatori di modelli e fornitori cloud avrebbero già sottoscritto accordi analoghi.
Nel quarto trimestre AMD potrebbe superare Intel nel fatturato complessivo, con circa 17 miliardi di dollari contro i 15 miliardi e mezzo indicati come punto medio della guidance di Intel. “Nel quarto trimestre AMD potrebbe superare Intel nel fatturato complessivo, con circa 17 miliardi di dollari contro i 15 miliardi e mezzo indicati come punto medio della guidance di Intel.” Il vantaggio deriva soprattutto dalle attività legate all’intelligenza artificiale. Nel terzo trimestre la divisione Data Center di AMD ha generato 8 miliardi e mezzo di dollari, contro i 7 miliardi e 300 milioni della divisione DCAI di Intel. Escludendo gli acceleratori Instinct, Intel mantiene però dimensioni maggiori nel business dei processori server.
Il confronto sui margini mostra una situazione meno netta. Intel ha riportato un margine operativo del 41,5% per DCAI, superiore al 34% di AMD. Il risultato della società guidata da Lisa Su risente del peso degli acceleratori Instinct, caratterizzati da un impiego significativo di memoria HBM. Anche a livello complessivo AMD mantiene un margine lordo del 56%, contro il 44% di Intel, che prevede un ulteriore calo al 38% nel quarto trimestre.
Entrambe le aziende devono gestire vincoli nella disponibilità dei componenti, ma con problemi differenti. Intel segnala difficoltà nella fornitura di wafer prodotti con il processo Intel 3 e di substrati, con possibili ripercussioni fino al 2028. AMD dipende invece dalla capacità produttiva di TSMC e ha dichiarato di aver già ottenuto forniture aggiuntive per sostenere la crescita prevista nel 2027.
La competizione si gioca quindi su più fronti. AMD ha costruito un vantaggio importante grazie agli acceleratori IA e ai sistemi rack, ma deve dimostrare di poter aumentare rapidamente anche le vendite di CPU server. Intel, dal canto suo, punta a una crescita superiore al 30% delle unità server nel 2027. “Intel punta a una crescita superiore al 30% delle unità server nel 2027.” La domanda di infrastrutture sembra ormai sufficientemente forte per entrambi: la differenza la farà la capacità di produrre e consegnare hardware nei volumi richiesti.