Google ha annunciato nuove protezioni contro le truffe per Android, con l’aggiornamento della funzionalità Scam Detection dell’app Messaggi previsto nelle prossime settimane: le difese verranno potenziate grazie ai modelli Gemini, sia sul cloud sia direttamente installati sul dispositivo. Accanto a questi interventi arrivano misure dedicate alle frodi telefoniche.
Approfondisci: Google Messaggi: nuova protezione antitruffa con Gemini su Android
La Scam Detection di Google Messaggi già oggi intercetta sia le truffe classiche sia quelle costruite attraverso conversazioni. Il problema è che i malintenzionati ricorrono a metodi via più raffinati per aggirare i filtri tradizionali. Per questo l’azienda ha introdotto nuovi strati di difesa, che debutteranno a breve e che dovranno essere attivate manualmente nelle impostazioni.
Analisi nel cloud con Private AI Compute
Il primo strumento appoggia i modelli Gemini più evoluti nel cloud: il sistema esamina il contesto della conversazione con un mittente ignoto e riconosce più in fretta le finalità del truffatore. L’elaborazione remota poggia su Private AI Compute: come dichiarato dall’azienda, “I dati elaborati tramite Private AI Compute sono cifrati e inaccessibili anche a Google”. Le informazioni restano riservate all’interno di un ambiente sicuro e dedicato. Condizione necessaria: uno smartphone con supporto AICore.
Link pericolosi verificati sul dispositivo
Google Messaggi segnala già, tramite la protezione URL, i collegamenti verso siti dannosi o di phishing noti. Il limite è evidente: i truffatori mettono online domini appena creati, non ancora presenti negli elenchi. Qui entra in gioco Gemini Nano, eseguito localmente, che valuta in tempo reale se l’indirizzo conduce a una pagina affidabile, superando così i vincoli della protezione fondata su cataloghi già esistenti. Servono comunque terminali compatibili: Pixel 10 e successivi, Galaxy S26, Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Flip8.
Avvisi ridisegnati e notifiche più sicure
La terza novità è pensata per una platea molto ampia: tutti i dispositivi con almeno Android 6. Gli avvisi sono stati ridisegnati per offrire un contesto più chiaro prima di toccare un link proveniente da un numero assente nella rubrica. Inoltre la protezione antitruffa integrata nelle notifiche, finora riservata ai Pixel, verrà portata su altri smartphone entro la fine dell’anno.
Frodi telefoniche: schermo e trasferimenti di chiamata
Le ultime due misure mirano alle truffe telefoniche fondate sull’ingegneria sociale. Durante la condivisione dello schermo, Android oscurerà automaticamente i dati sensibili: password, credenziali di accesso ai servizi bancari e codici di sicurezza della carta di credito. La funzione debutterà entro fine ottobre e richiederà almeno Android 15.
Un trucco ricorrente è dirottare di nascosto le chiamate in arrivo verso un altro numero, per intercettare i codici monouso (OTP) e prendere il possesso dell’account. Il sistema ora blocca le app che tentano di attivare in background il trasferimento di chiamata senza che l’utente se ne accorga, e visualizza un avviso quando viene digitato un codice di inoltro MMI sul tastierino. Quest’ultima tutela sarà distribuita all’inizio di dicembre.
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