Chi viaggia in treno in zone rurali conosce il rischio: un impatto con un animale selvatico può fermare una corsa per ore e danneggiare gravemente il mezzo. Non si tratta però di un problema circoscritto ai paesaggi isolati: fauna e infrastrutture entrano in collisione ovunque nel mondo, e i costi sono enormi.
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Secondo le stime della FAA, gli impatti con animali hanno rappresentato per l’aviazione civile statunitense un esborso medio di circa 272 milioni di dollari l’anno nel periodo compreso tra il 1990 e il 2025. In Francia la SNCF riferisce che gli animali vaganti interessano oltre 8.000 treni all’anno e figurano tra le prime cinque cause di ritardo della rete. Solo in Bretagna, nel 2023, 120 treni hanno investito animali, sconvolgendo 660 servizi e accumulando più di 15.000 minuti di ritardi.
L’intuizione di Sara Nozkova
Di fronte a questi dati, Sara Nozkova ha deciso di costruire qualcosa di diverso dai metodi tradizionali — sirene, luci, recinzioni, falconi addestrati, abbattimenti — finora usati per tenere la fauna lontana da strade, binari, aeroporti e altre infrastrutture. «Ero convinta che la risposta non fosse un dissuasore più rumoroso», ha spiegato.
Dopo tredici anni trascorsi nei settori dei trasporti e dei veicoli autonomi, Nozkova aveva capito quanto rapidamente i sistemi progettati per ambienti controllati vadano in crisi quando la natura entra in gioco. «Abbiamo insegnato alle macchine a essere brillanti, ma solo dentro gli ambienti che abbiamo progettato per loro», ha raccontato. «Città, linee di fabbrica, magazzini. Geometria fissa, oggetti conosciuti. Uscendo all’aperto nella natura, ho visto con i miei occhi come le stesse macchine diventino rapidamente cieche. Perché la natura è complessa e sempre viva».
Da qui la scelta di entrare nel laboratorio di intelligenza artificiale del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, dove ha iniziato a lavorare a un sistema capace di adattare le proprie risposte deterrenti in base al comportamento dell’animale vicino — e persino alla specie a cui appartiene.
Da progetto di ricerca a startup
Quel lavoro è diventato Flox Intelligence, società nata come spin-off del KTH nel 2020 e oggi tra le finaliste della competizione di pitch Startup Battlefield 200, in programma al Moscone West di San Francisco dal 13 al 15 ottobre 2026.
Flox produce dispositivi edge che elaborano i dati in loco anziché nel cloud. Come i veicoli autonomi, si affidano a sistemi di percezione per leggere ciò che li circonda, ma i loro modelli sono addestrati sul comportamento della fauna. Un sensore di movimento risveglia l’apparecchio quando rileva un movimento, attivando una telecamera che — tramite modelli on-device — identifica gli animali nelle vicinanze. Il dispositivo emette quindi un suono specifico per specie per allontanarli.
Il sistema, precisa Nozkova, impara anche dall’esperienza e varia le proprie risposte, così che gli animali non si abituino a segnali ripetuti nel tempo.
Dispositivi, software e partnership
L’offerta attuale comprende unità a batteria installabili su pali, alberi e altre strutture, oltre a una piattaforma software che mostra ai clienti dove sono collocati i dispositivi e cosa accade sul territorio. La piattaforma genera anche report per la conformità normativa e per usi come il monitoraggio della biodiversità. L’obiettivo di lungo periodo è rendere il software abbastanza portabile da girare su macchine che operano all’aperto: treni, automobili, droni.
Circa 150 dispositivi sono attualmente operativi in Nord America, Europa e Australia, su aeroporti e relative perimetrazioni, corridoi stradali e ferroviari (in particolare ai margini delle recinzioni e agli attraversamenti lungo i corridoi faunistici), parchi nazionali, terreni agricoli, aree urbane, siti minerari e infrastrutture critiche come le sottostazioni elettriche.
Il modello di business prevede la vendita delle unità edge, seguita dopo il primo anno da un abbonamento annuale a software e AI. Flox ha inoltre accordi OEM con aziende che pagano una tariffa annuale per installare il software sui propri veicoli, treni compresi: tra i partner figura il costruttore Alstom. Nozkova anticipa che la società chiuderà il 2026 con ricavi di circa 1,5 milioni di dollari.
Competitor e raccolta capitale
Il prodotto è distintivo, ma la concorrenza esiste: Robin Radar con Scarecrow usa richiami di distress specifici per specie per disperdere gli uccelli registrandone l’attività, mentre iCHASE commercializza un sistema che individua gli uccelli tramite visione artificiale e li prende di mira con un laser mobile, adattando la risposta quando serve.
Il vantaggio competitivo, secondo Nozkova, sta nell’ampiezza del sistema e nei dati raccolti sul campo, che definisce «verità verificata su cosa fa davvero muovere in sicurezza un alce o un grizzly». «L’AI fisica sta uscendo dalla fabbrica e andando verso l’esterno caotico e vivo», sostiene. «Ogni macchina che opera all’aperto — treni, camion, droni, trattori, robot — dovrà capire la natura, e l’intelligenza della natura è il prossimo livello dello stack di percezione. Quasi nessuno la sta costruendo».
Sul fronte finanziario, Flox ha raccolto circa 5 milioni di dollari tra pre-seed e seed, con il round seed guidato da Unconventional Ventures e Tilia Impact Ventures; tra i co-investitori figurano GENIUS NY, Norrsken, Satgana e alcuni business angel. La società ha ora aperto una Serie A da 10 milioni di dollari, destinata in gran parte a passare dai circa 150 dispositivi attuali a diverse migliaia di unità installate e a estendere il sistema oltre gli attuali casi d’uso legati alla fauna.