Daytona Platforms ha chiuso un round di Serie B da 60 milioni di dollari che le assegna una valutazione di 1 miliardo di dollari. L’operazione, resa nota venerdì, è guidata da FirstMark Growth, investitore che aveva già guidato la Serie A da 24 milioni di dollari completata a febbraio. Con questo nuovo finanziamento, il capitale totale raccolto dalla società sale a 91 milioni di dollari.
Oltre al fondo newyorkese, il round ha richiamato una schiera di angelisti molto noti nel settore tecnologico. Tra i nomi figurano Patrick Collison di Stripe, Tobi Lütke di Shopify, Aravind Srinivas di Perplexity, Eric Yuan di Zoom, Olivier Pomel di Datadog, Adam D’Angelo di Quora — che siede anche nel board di OpenAI — e Brendan Foody di Mercor. Partecipano al round anche investimenti societari come Qualcomm Ventures, Samsung Next e Okta Ventures.
La società, con sede a New York e tre anni di attività alle spalle, sviluppa un cloud pensato appositamente per agenti AI a lunga esecuzione, che secondo la startup hanno esigenze infrastrutturali diverse rispetto al software tradizionale. “Gli agenti non funzionano come i servizi di lunga durata per cui è stato progettato il cloud di oggi: generano migliaia di job brevi e con stato che nessuno ha pianificato in anticipo, e hanno bisogno di un cloud costruito per questo”, ha scritto il fondatore Ivan Burazin nel post di annuncio del round.
L’offerta di Daytona si può riassumere così: “Il cloud di Daytona è come dare a ogni agente il proprio computer, con accesso a versioni sandbox di Linux, Windows, macOS e GPU su un’unica piattaforma”. In pratica, ogni agente riceve ambienti isolati in cui operare, con supporto per sistemi operativi diversi e per l’hardware grafico, il tutto gestito da una piattaforma unica.