Come evitare lo “Zoombombing” in Zoom

L’improvviso successo degli strumenti di videoconferenza ha portato su queste piattaforme anche molti utenti poco esperti, che ne hanno abbracciato l’utilizzo con entusiasmo ma con poca attenzione alle molte opzioni di configurazione disponibili.

In particolare, molti hanno iniziato a comunicare in pubblico gli indirizzi dei meeting programmati, senza pensare che in realtà chiunque conosca quell’indirizzo può entrare nella riunione (se non si configurano opportunamente le opzioni del servizio). Questo ha portato al fenomeno dello “Zoombombing”,ossia sconosciuti che si introducono senza invito nelle riunioni per fare danni e, spesso, condividere immagini e video di dubbio gusto.

Evitare questo genere di problemi è in realtà piuttosto semplice, con un po’ attenzione: innanzitutto bisogna evitare di pubblicare gli indirizzi dei meeting dove possono essere recuperati da chiunque, magari con una semplice ricerca; è opportuno creare nuovi meeting e non utilizzare le stanze personali (i cui indirizzi possono essere ricavati facilmente), ma soprattutto bisogna attivare e utilizzare strumenti di protezione come la richiesta di password all’accesso e la waiting room, una sorta di triage dove i partecipanti vengono parcheggiati in attesa di essere approvati dall’host.

Per rimuovere un partecipante indesiderato, l’host deve cliccare su “Rimuovi” vicino al suo nome nel menu “Partecipanti”. È importante assicurarsi che i partecipanti non possano ricollegarsi se sono stati rimossi da una chiamata Zoom. Per disabilitare questa capacità, l’amministratore deve accedere a Gestione utenti> Gestione gruppi> Impostazioni> Riunione> In riunione (di base) e disattivare “Consenti ai partecipanti rimossi di ricollegarsi”.

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