Cloudflare ha comunicato venerdì di aver raggiunto un accordo per acquisire Deno, la società che sviluppa l’omonimo ambiente di esecuzione per il codice. L’operazione, i cui importi economici non sono stati resi pubblici, servirà a rafforzare Workers, la piattaforma con cui i clienti creano ed eseguono software direttamente sulla rete di Cloudflare.
Cosa cambierà per la piattaforma Workers
L’acquisizione servirà a migliorare il modello di programmazione e la piattaforma Workers, ha spiegato Kenton Varda, principal engineer di Cloudflare Workers. Workers consente ai clienti di costruire applicazioni e farle girare sull’infrastruttura distribuita di Cloudflare, e l’arrivo del team di Deno dovrebbe accelerarne l’evoluzione tecnica. La mossa rientra in una strategia più ampia: portare il modello di programmazione di Workers verso un uso diffuso, facendolo diventare uno standard riconosciuto per lo sviluppo lato server.
Il fondatore di Deno, Ryan Dahl, noto per aver creato Node.js, ha confermato l’entusiasmo dell’intero gruppo: il suo team “si unisce a Cloudflare per rendere il modello di programmazione Workers un modo mainstream di costruire server”. Una dichiarazione che indica come l’obiettivo condiviso sia quello di affermare Workers come approccio consolidato, superando la nicchia in cui finora è rimasto confinato.
Chi è Deno e perché conta per Cloudflare
Deno è stata co-fondata da Bert Belder e da Ryan Dahl. Nel corso della sua storia la società aveva raccolto complessivamente 26 milioni di dollari di finanziamenti, comprensivi di una Serie A guidata da Sequoia. Prima dell’acquisizione, Deno aveva recentemente rilasciato celld, un’implementazione open source di Workers che, secondo quanto scritto da Varda, ha “deliziato” il team di Cloudflare.
Il progetto celld rappresenta un punto d’incontro naturale tra le due realtà: dimostra che il runtime di Deno può interoperare con l’approccio di Workers, offrendo una base concreta su cui costruire il futuro della piattaforma. L’interesse di Cloudflare per questo lavoro tecnico emerge chiaramente dai toni usati da Varda nella comunicazione dell’operazione.
Open source come strategia, non come rischio
Varda ha affrontato anche la questione del lock-in, confutando quella che definisce una teoria diffusa, secondo cui l’azienda avrebbe reso Workers incompatibile con le altre piattaforme cloud proprio per trattenere i clienti. La posizione ufficiale è opposta: Cloudflare ritiene che “essere open source e offrire alle persone una via di fuga è un buon business”.
Un’affermazione netta, che ribalta la logica della dipendenza forzata: aprire il codice e garantire ai clienti una strada d’uscita, nell’ottica dell’azienda, rafforza la fiducia e quindi i ricavi. L’acquisizione di Deno, con il suo bagaglio di tecnologie aperte come celld, si inserisce coerentemente in questa impostazione. Restano invece ignoti i termini economici della transazione, non divulgati dalle parti coinvolte.