CedarDB, una spin‑out dell’Università tecnica di Monaco, è stata progettata per superare la tradizionale divisione tra database analitici e operativi. Grazie alla sua compatibilità con PostgreSQL, la migrazione per i clienti è resa semplice e i costi rimangono contenuti.
Il motore nasce dal progetto di ricerca Umbra, sviluppato per migliorare le prestazioni rispetto ai motori legacy sfruttando appieno l’hardware moderno. I cinque cofondatori, tutti ricercatori di Umbra, hanno mantenuto questa filosofia, puntando su efficienza senza richiedere più CPU o memoria.
Il team ha deciso di offrire CedarDB Enterprise on‑premise insieme alla versione gratuita CedarDB Community Edition, entrambe lanciate a maggio dell’anno scorso con un round seed di €5.3 milioni (circa $6 milioni). La scelta di non introdurre subito un servizio cloud è stata discussa a lungo, ma la beta con utenti della waitlist ha portato alla disponibilità limitata di CedarDB Cloud sul palco del TechCrunch Disrupt.
La nuova offerta cloud mira a espandere la base utenti oltre le grandi imprese e a competere con aziende come Databricks, che ha recentemente introdotto LTAP per unificare transazioni, analisi, streaming e dati operativi su una singola copia di storage.
Moritz Sichert, CEO, sostiene che la compatibilità con PostgreSQL riduce i costi di migrazione e che i modelli di linguaggio (LLM) sono più familiari alla logica di PostgreSQL grazie al loro addestramento. Il CEO interpreta la mossa di Databricks come un segnale di domanda per la soluzione di CedarDB.
Con un team attuale di 14 persone, CedarDB intende servire i primi utenti cloud da qui e prevede di ampliare il personale quando la crescita richiederà un nuovo round di finanziamento. Sichert afferma che “quando serve più personale, raccoglieremo il prossimo round”.