Apple ha adottato una strategia di intelligenza artificiale che mira a essere invisibile e totalmente protetta. Secondo John Ternus, responsabile di Cupertino, il vero valore dell’AI sta nel fatto che l’utente non debba nemmeno rendersi conto della sua presenza. L’obiettivo è semplificare compiti che prima erano impossibili, senza richiedere all’utente di conoscere i dettagli tecnici.
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Il nuovo assistente vocale, Siri AI, vuole superare le limitazioni del tradizionale Siri, che finora era poco reattivo e poco preciso. La nuova versione è in grado di recuperare informazioni da e-mail, messaggi e di interagire con le app presenti sul dispositivo, senza dover essere istruita passo dopo passo.
Per realizzarlo, Apple combina due approcci: modelli di AI che girano direttamente sul dispositivo e un’infrastruttura di Private Cloud Compute che entra in gioco quando il calcolo supera le capacità del telefono. A questi si aggiungono l’indice locale di Spotlight e gli strumenti delle app, che facilitano l’individuazione delle informazioni corrette.
Ternus ha enfatizzato la riservatezza: Apple afferma che nemmeno l’azienda può accedere ai dati personali elaborati dalla sua architettura protetta. Le informazioni rimangono sotto il controllo dell’utente, anche quando vengono elaborate nel cloud.
La privacy è diventata un valore chiave per molte aziende tecnologiche. Google, ad esempio, consente a Gemini di incrociare le informazioni di Gmail e Google Foto con il consenso dell’utente, mentre Samsung e Xiaomi puntano su soluzioni di AI locale con protezione Knox e HyperOS. L’integrazione dell’AI nel sistema operativo e la promessa di proteggere i dati sono ormai standard di settore.
Siri AI è stata presentata a giugno 2024, ma la sua disponibilità è stata posticipata a settembre, in beta e solo negli Stati Uniti. Il progetto ha beneficiato della collaborazione con Google, in particolare grazie alle tecnologie di Gemini. Questa partnership evidenzia la volontà di Apple di competere con i rivali, nonostante il suo rigido controllo su hardware e software.
Per gli utenti europei la situazione è ancora più complicata. Alcune funzionalità di Apple Intelligence sono accessibili, ma Siri AI non è disponibile su iPhone, iPad e Apple Watch. Solo i Mac e i Vision Pro compatibili possono usufruire dell’assistente, e solo in inglese e negli Stati Uniti. La visione di Apple di un’AI discreta e rispettosa della privacy resta affascinante, ma rimane invisibile per molti utenti europei di dispositivi mobili.