Nel 2000 Microsoft ha iniziato lo sviluppo di OOXML con l’obiettivo di modernizzare i vecchi formati DOC, XLS e PPT, mantenendo però la retrocompatibilità.
La proposta è stata inserita nel 2006 dal comitato tecnico di ECMA International, guidato da due dipendenti Microsoft, presso l’ISO/IEC JTC1 per una procedura rapida di standardizzazione.
Nel settembre 2007 la proposta è stata respinta per obiezioni tecniche di vari paesi, che non ritenevano soddisfatti i requisiti fondamentali di uno standard internazionale.
Nel periodo successivo sono emerse irregolarità nella composizione dei comitati nazionali: in Portogallo sono comparsi nuovi membri, la maggior parte dei quali erano partner commerciali di Microsoft; in Italia il numero di membri è passato da 5 a oltre 80 in pochi mesi, includendo uno studio legale e un’agenzia di pubbliche relazioni che lavoravano per Microsoft su questioni non correlate ai formati dei documenti.
Nel febbraio 2008 a Ginevra si è tenuto il Ballot Resolution Meeting (BRM), durante il quale i rappresentanti degli organismi nazionali dovevano esaminare in una settimana migliaia di emendamenti su un documento di 6.000 pagine. Tuttavia, ciò non è avvenuto e la versione finale della specifica non è stata consegnata.
Lo standard è stato approvato ad aprile 2008 come ISO/IEC 29500. I ricorsi presentati da alcuni paesi sono stati respinti, e si è scoperto che dipendenti e partner di Microsoft superavano i rappresentanti di qualsiasi altra organizzazione con un rapporto di circa dieci a uno.
Microsoft ha introdotto OOXML con Office 2010, scegliendo la variante Transitional anziché la variante Strict approvata. La variante Strict è “nascosta” nel menu di salvataggio delle applicazioni Microsoft, situata in fondo. L’unico formato standard è ODF, utilizzato in LibreOffice.
La Document Foundation ha evidenziato la manipolazione delle votazioni e la presenza di partner Microsoft nei comitati nazionali, affermando che Microsoft ha “manipolato le votazioni per approvare OOXML”.