Kepler_L2 ha indicato il 2029 come possibile anno di debutto di RDNA 5+, associandola alla generazione Grimlock. La nuova versione dovrebbe affiancare i processori Zen 7 e potrebbe rappresentare un aggiornamento incrementale delle architetture grafiche AMD, senza la nascita di una generazione completamente inedita.
Le informazioni sono apparse sul forum NeoGAF, durante una discussione sulla possibile adozione di RDNA 5 nei processori destinati ai notebook. Un utente ipotizzava l’arrivo delle GPU RDNA 5 nei portatili tradizionali a partire dal 2028 o in un momento successivo. Kepler_L2 è intervenuto fissando il 2029 come possibile esordio di RDNA 5+ e collegandola proprio a Grimlock. AMD non ha fornito conferme ufficiali, mentre le differenze tecniche fra RDNA 5 e RDNA 5+ restano ancora da chiarire.
Un riferimento a RDNA 5+ era già comparso a settembre, anche se fino ad allora non erano state divulgate informazioni sulle modifiche che AMD potrebbe introdurre. La denominazione, dunque, era già circolata prima delle dichiarazioni su Grimlock, senza che l’azienda ne avesse illustrato contenuti o obiettivi.
Il precedente più indicativo è RDNA 3.5, architettura che ha portato alcuni miglioramenti rispetto a RDNA 3 nelle GPU integrate dei processori Ryzen. RDNA 5+ potrebbe estendere le capacità grafiche integrate di AMD attraverso una revisione di RDNA 5, senza introdurre una generazione completamente nuova. In questa direzione, AMD potrebbe seguire con RDNA 5+ un percorso simile a quello di RDNA 3.5, intervenendo sull’efficienza e sulle prestazioni senza ripartire da una nuova architettura.
La strategia passa anche per una differenziazione fra le diverse fasce di processori. Medusa Halo sarebbe destinata a integrare RDNA 5, mentre i processori Ryzen di fascia inferiore dovrebbero continuare a utilizzare RDNA 3.5. La generazione Grimlock potrebbe estendere RDNA 5+ a una fascia più ampia di processori mobili, creando una distribuzione delle soluzioni grafiche su più livelli all’interno della lineup AMD.
Particolare attesa si registra per il mercato delle console portatili. Sony potrebbe avere un accordo esclusivo o privilegiato per l’utilizzo di chip personalizzati basati su RDNA 5 nella prossima PlayStation portatile. Digital Foundry ha riportato l’ipotesi di un accordo esclusivo o privilegiato tra Sony e AMD per chip personalizzati basati su RDNA 5, una circostanza che potrebbe limitare inizialmente la disponibilità di processori portatili con RDNA 5 per altri produttori. La futura PlayStation 6 portatile potrebbe quindi figurare fra i primi dispositivi a impiegare una soluzione grafica personalizzata basata sulla nuova architettura.
RDNA 5+ potrebbe costituire un’alternativa per gli altri produttori di console portatili, attraverso le future APU Ryzen o chip realizzati su misura. Questa possibilità dipende però da accordi commerciali e da una roadmap hardware ancora non confermata. Restano da definire le specifiche tecniche, i prodotti coinvolti e le prestazioni attese, elementi che consentiranno di stabilire se si tratterà di un aggiornamento sostanziale o di una revisione concentrata soprattutto sull’efficienza energetica.