Zohran Mamdani, sindaco di New York, ha criticato James Dolan, proprietario di Madison Square Garden, per l’impiego di tecnologie destinate alla sorveglianza nei suoi locali. A suo giudizio, l’azienda non dovrebbe poter ricorrere a questi strumenti. L’intervento del sindaco riguarda uno dei più grandi complessi di intrattenimento della città e si inserisce nel dibattito sulle pratiche di controllo e raccolta dei dati applicate negli spazi pubblici.
Intervistato martedì, Mamdani ha sostenuto che tali tecnologie sono «indicative di molto di ciò che va storto nel nostro paese oggi». Durante lo stesso colloquio ha ricordato che la consigliera comunale Shahana Hanif ha depositato due proposte di legge locali per impedire la raccolta di dati biometrici, fra cui il riconoscimento facciale, nei luoghi pubblici della città. Mamdani ha definito i testi presentati «una risposta importante a questo tipo di problema».
Le dichiarazioni seguono una serie di articoli che hanno descritto il funzionamento dei sistemi adottati dal gruppo di Dolan. Secondo quanto emerso, l’azienda di James Dolan utilizza telecamere e tecnologie di scansione facciale per seguire le persone dentro e fuori dai suoi locali. I dispositivi consentono così di osservare e seguire gli spostamenti dei visitatori, non soltanto all’interno degli edifici, ma anche nelle aree esterne.
Un’inchiesta ha portato alla luce l’esistenza di un archivio nel quale vengono inserite informazioni su una parte del pubblico. Il database dell’azienda classifica alcuni visitatori, tra cui artisti celebri, come «LGBTQIA» per motivi non chiariti. La motivazione alla base di questa etichettatura non è stata spiegata. In seguito alla pubblicazione dei reportage, Dolan ha intentato una causa legale contro la testata che li aveva firmati.
Un episodio risalente al 2021 mostra come questi sistemi possano determinare conseguenze concrete per le persone. Quell’anno, una donna venne allontanata da Radio City, altro spazio di proprietà di Dolan, dopo che il riconoscimento facciale l’aveva identificata come avvocata di uno studio legale intentato una causa contro l’azienda. La donna non partecipava in realtà al contenzioso, ma il sistema aveva associato il suo volto a quello della professionista citata.
Dal 2021, New York City impone alle attività commerciali di comunicare quando raccolgono dati biometrici dai visitatori. La disposizione mira a rendere visibile ai clienti l’utilizzo di queste tecnologie. Le proposte legislative di Shahana Hanif estenderebbero la regolamentazione, vietando la raccolta di dati biometrici negli spazi pubblici e includendo esplicitamente il riconoscimento facciale tra le pratiche interessate.
Madison Square Garden ha risposto alle accuse attraverso il portavoce Mikyl Cordova. «I reportage di Wired sono inesatti e falsi e MSG sta intraprendendo azioni legali», ha dichiarato, senza fornire prove a sostegno delle proprie affermazioni. L’azienda ha quindi contestato i contenuti pubblicati e annunciato un percorso giudiziario, mentre la vicenda mantiene aperto il confronto tra le nuove iniziative legislative e le pratiche di sorveglianza già attive nei suoi locali.