L’impennata dell’intelligenza artificiale sta generando un fabbisogno energetico enorme negli Stati Uniti. Chi osserva il fenomeno con preoccupazione parla di una prova di resistenza imposta a un’infrastruttura di trasmissione elettrica ormai datata: nel breve periodo la stretta sull’energia potrebbe tradursi in bollette alle stelle, mentre sul lungo termine non si escludono black out o altri guasti tecnici.
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Eppure, in occasione di TechCrunch Disrupt di questo mese, alcuni protagonisti del settore hanno ribaltato in parte questo quadro critico, puntando su un’ottica diversa: l’ondata di nuove connessioni energetiche potrebbe aprire la strada a una modernizzazione della rete. A sostenerlo sono stati Apoorv Bhargava, fondatore e CEO di WeaveGrid, Tim Heidel, amministratore delegato di Veir, e Kristin Eberhard, vicepresidente politica di Rewiring America. Secondo i tre, la rete affronta sfide inedite ma dispone anche di numerose occasioni di crescita.
“È una rete elettrica molto diversa, vero?” ha osservato Bhargava. “Abbiamo a che fare con un’enormità di nuove variabili, tra cui le rinnovabili. Gestiamo un carico enorme sotto forma di veicoli elettrici, data center e pompe di calore, e la capacità di gestire e orchestrare è sostanzialmente ciò con cui le utility oggi si misurano.”
Le utility devono infatti oggi gestire nuovi carichi (veicoli elettrici, data center, pompe di calore) e rinnovabili. Tutte queste connessioni aggiuntive gravano sempre di più sul sistema, ma la società di Bhargava punta proprio a offrire l’orchestrazione e la gestione dei carichi che consentono alle aziende elettriche di sfruttare al massimo l’impianto attuale. Il software di WeaveGrid, spiega il fondatore, aiuta le organizzazioni a distribuire l’energia con efficienza e a ottimizzare le connessioni, con un beneficio diretto sulle bollette degli utenti.
Heidel opera invece su un altro fronte: la costruzione e l’ampliamento dell’infrastruttura fisica della rete, rendendola al tempo stesso molto più performante. Veir commercializza linee di trasmissione superconduttive che promettono un trasferimento dell’energia decisamente più efficiente rispetto ai cavi convenzionali. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, “I cavi di Veir possono trasportare energia 5 volte più lontano occupando 20 volte meno spazio”. All’inizio di ottobre 2026 la startup ha inoltre chiuso un round di Serie C da 110 milioni di dollari.
“La scala degli investimenti in infrastrutture AI sta guidando una grande quantità di innovazione” ha affermato Heidel. “Arrivano tantissime nuove tecnologie che escono dagli scaffali e iniziano a raggiungere la scala necessaria e, messe insieme, possono davvero garantire che i data center diventino i migliori vicini e cittadini possibili per le comunità.” E ha aggiunto: “Penso che dobbiamo davvero trovare il modo di adottare tutto questo il più rapidamente possibile, per alleggerire questa prossima fase di crescita”.
Eberhard, la cui organizzazione promuove l’elettrificazione domestica, ha ricordato che l’esplosione della domanda energetica dei data center ha dato nuova urgenza alla causa della modernizzazione, ma ha anche creato un contesto in cui i settori coinvolti sono disposti a sperimentare cose nuove.
“Ho l’impressione che quest’epoca di AI e crescita dei carichi sia un ‘improv era‘, un’epoca di improvvisazione” ha detto Eberhard. “C’è tanto yes-and-ing in corso. Quindi sì, servono più linee di trasmissione. Sì, servono più centrali, e dobbiamo anche assicurarci di sfruttare tutto il resto che prima lasciavamo sul tavolo, quando mancava questa urgenza della domanda AI.”