Microsoft ha illustrato nel proprio blog ufficiale il nuovo metodo per gestire le vulnerabilità nell’era dell’intelligenza artificiale. L’azienda di Redmond mostra come applica l’AI per individuare le falle di Windows 11, verificarne la validità e preparare le patch. Il messaggio aggiorna le indicazioni diffuse all’inizio di luglio.
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Il rilevamento è affidato a MDASH (Multi-Model Agentic Scanning Harness), uno scanner che mobilita oltre 100 agenti per scoprire e convalidare le potenziali vulnerabilità. Il suo impiego, insieme alle segnalazioni dei ricercatori indipendenti e all’attività del team di sicurezza, ha contribuito all’aumento delle falle individuate negli ultimi mesi. Non si tratta, quindi, di un peggioramento della protezione del sistema, ma di una capacità di ricerca più ampia.
Microsoft precisa che “L’aumento delle vulnerabilità scoperte non significa che Windows sia diventato meno sicuro, ma che sono state individuate e corrette, riducendo le probabilità che vengano sfruttate dai cybercriminali.” Nel solo mese di ottobre sono state scoperte oltre 1.100 vulnerabilità in Windows. Una quantità così elevata indica quante minacce vengono intercettate prima di poter causare danni, non quante porte restano aperte.
La priorità indicata dall’azienda è rendere più rapida la distribuzione delle correzioni senza comprometterne la qualità. “Il codice generato dai modelli AI viene controllato dagli ingegneri e la decisione finale spetta agli umani.” L’intelligenza artificiale supporta il lavoro degli specialisti, ma non ne sostituisce la responsabilità: ogni patch viene esaminata prima di entrare nel circuito di rilascio.
Microsoft distribuisce gli aggiornamenti ogni mese, il secondo martedì, nell’ambito del Patch Tuesday. Questa cadenza si confronta con quella che l’azienda definisce finestra di esposizione, o patch gap, cioè il tempo che intercorre tra la pubblicazione delle patch e la loro installazione. Durante quel periodo, i cybercriminali possono analizzare le correzioni per ricavare informazioni sulle vulnerabilità e realizzarne exploit, impiegando spesso anch’essi l’AI.
“Le vulnerabilità zero-day sono poche, mentre la maggioranza sono n-day.” Le prime non sono ancora note allo sviluppatore, mentre le seconde sono già state identificate. Per ridurre il tempo di esposizione, Microsoft ha sviluppato Autopatch e Hotpatch per Windows 11 e Windows Server. Questi meccanismi accelerano l’installazione degli aggiornamenti di sicurezza e evitano il riavvio, con il vantaggio di non interrompere il lavoro o il servizio.
“Molte aziende impiegano oltre un mese ad installare le patch.” Un’attesa prolungata trasforma le organizzazioni in bersagli particolarmente vulnerabili. L’AI accelera la ricerca delle falle e la distribuzione delle correzioni per i difensori, ma permette anche agli attaccanti di sviluppare più rapidamente gli exploit. GPT-6 Cyber, uno dei modelli AI più avanzati, dispone di un accesso limitato; i cybercriminali possono invece ricorrere ai modelli open-weight cinesi, che stanno diventando sempre più potenti.