Apple ha evitato di rispondere alla domanda su un eventuale aumento dei prezzi dei propri prodotti, durante la conferenza dedicata ai risultati trimestrali. La società deve infatti fare i conti con un rincaro dei costi della memoria che, secondo John Ternus, proseguirà anche oltre il trimestre di dicembre.
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Il nuovo CEO ha spiegato che «Quello a cui stiamo assistendo in questo momento per quanto riguarda i prezzi della memoria non ha precedenti. Guardando oltre il trimestre di dicembre, prevediamo che i prezzi di acquisto della memoria continueranno ad aumentare». Il trimestre di dicembre costituisce quindi il primo orizzonte oltre il quale proseguirebbe l’aumento dei prezzi di acquisto della memoria.
Alla domanda su un possibile rialzo dei prezzi, Sabih Khan non ha fornito una risposta diretta. Ha indicato un approccio volto a trovare un equilibrio tra le esigenze di breve e lungo periodo: «Credo che quello che cerchiamo di fare sia valutare la situazione e, nel farlo, analizziamo il margine di profitto dell’unità,.prestando particolare attenzione e ponderando attentamente sia gli aspetti a breve che quelli a lungo termine. E siamo davvero convinti di riuscire a trovare un buon equilibrio in questo senso».
La conferenza ha coinvolto John Ternus, Sabih Khan e Kevan Parekh. Ternus ha inoltre riferito che «Mentre ci adoperiamo per migliorare l’approvvigionamento, i nostri impegni di acquisto nel settore manifatturiero sono aumentati di 33 miliardi di dollari dal trimestre di giugno a quello di settembre, come potrete constatare nel nostro bilancio annuale che verrà pubblicato domani».
Apple sta dunque lavorando per migliorare l’approvvigionamento di memoria, mentre gli impegni di acquisto nel settore manifatturiero sono aumentati di 33 miliardi di dollari dal trimestre di giugno a quello di settembre. L’azienda deve contemperare il rincaro delle materie prime con la necessità di mantenere il margine di profitto dell’unità.
Già in giugno Apple aveva descritto la situazione come particolarmente difficile e ormai «insostenibile». L’aumento dei costi della memoria e dello spazio di archiviazione aveva spinto l’azienda a ritoccare i prezzi dei propri prodotti, senza riuscire ad assorbire interamente le maggiori spese. Questa dinamica si traduce in ulteriori costi per i consumatori.
Resta aperta la domanda sull’effettiva entità di eventuali rialzi. Da un lato, Ternus ha indicato una tendenza all’aumento dei prezzi di acquisto della memoria; dall’altro, Khan ha sottolineato l’esigenza di trovare un buon equilibrio. Sullo sfondo, «La crisi delle RAM potrebbe durare fino al 2030», una prospettiva che lascia aperta la possibilità di ulteriori pressioni sui costi.