La restrizione che impediva a Claude Code di copiare i videogiochi è durata soltanto pochi giorni. Anthropic ha quindi modificato il limite, rendendolo molto più permissivo. La decisione è arrivata dopo le lamentele di numerosi utenti, in particolare degli abbonati, che giudicavano la regola eccessivamente stringente.
Approfondisci: Claude Code respinge i cloni: Anthropic limita la copia dei videogiochi
A spiegare il cambiamento è Addy Osmani, membro del team che lavora sul servizio. “Addy Osmani ha spiegato che la linea guida del modello Opus 5.5 impediva non solo di clonare un titolo esistente, ma anche di citarne uno semplicemente per descrivere le meccaniche desiderate.” In pratica, non veniva bloccata soltanto la richiesta di realizzare un gioco uguale a un titolo preciso, ma anche quella di costruire un videogioco con il gameplay di un’opera indicata.
Con il nuovo orientamento, nominare un gioco per spiegare il risultato desiderato dovrebbe consentire la creazione di un gioco originale appartenente a quel genere. Il comportamento cambia invece quando la richiesta mira a una riproduzione diretta: in quel caso, Claude dovrebbe proporre di realizzare qualcosa di simile, senza replicare l’originale.
La modifica è stata motivata dal malcontento espresso da molti utenti, soprattutto da quelli con un abbonamento, che consideravano la linea guida troppo restrittiva. “Anthropic è intervenuta modificando la limitazione dopo che molti utenti si sono lamentati della sua eccessiva rigidità.” Il cambio di rotta ha quindi coinciso con un aggiustamento delle regole, operato dopo le pressioni degli utenti.
L’effetto pratico riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale nella produzione di videogiochi: il divieto di clonare non scompare del tutto, ma viene sostituito da un approccio basato sulla proposta di opere simili. La possibilità di indicare un titolo per definire il genere o il gameplay desiderato amplia, secondo la nuova linea guida, lo spazio creativo lasciato al modello.
Resta però il nodo legato alla pirateria. Nel settore dei videogiochi, questo termine indicava finora soprattutto la distribuzione di copie non autorizzate di un prodotto. Con le regole alleggerite, può descrivere anche la riproduzione del codice e delle meccaniche di un gioco all’interno di altre produzioni, allargando il significato del concetto.