Dopo le elezioni di metà mandato, il Congresso è passato nelle mani dei democratici, mentre Donald Trump conserva il potere di porre il veto alle leggi approvate. Negli Stati, invece, l’impatto per le imprese che operano nell’AI rischia di essere rilevante: «Le conseguenze saranno «drammatiche» per le aziende AI nei singoli Stati.»
La novità principale riguarda i governatori democratici di Texas, Ohio, Georgia e Pennsylvania, che hanno confermato l’intenzione di impedire la realizzazione di nuovi data center AI. La scelta equivale a una moratoria, sul modello di quella già annunciata dalla governatrice di New York, e investe direttamente un settore cruciale per l’espansione delle Big Tech.
Le aziende che sviluppano tecnologie AI sostengono Donald Trump perché promettono di ridurre i consumi di energia elettrica e di non caricare i maggiori costi sulle bollette dei cittadini. «Microsoft e OpenAI hanno annunciato specifiche iniziative per ridurre i consumi energetici e limitare i costi sulle bollette dei cittadini.» Sul fronte opposto, «Quasi tutti i candidati democratici hanno promesso durante la campagna elettorale di bloccare la costruzione di nuovi data center.»
Le nuove governatrici di Texas (Gina Hinojosa), Ohio (Amy Acton) e Georgia (Keisha Lance Bottoms), insieme al riconfermato governatore della Pennsylvania (Josh Shapiro), hanno dichiarato che manterranno le promesse elettorali relative al blocco dei nuovi data center AI. Il risultato è pesante per le Big Tech: questi quattro Stati erano stati scelti per ospitare il 50% dei nuovi data center.
In diversi Stati sono già in vigore leggi che impongono determinati vincoli, ma fino alla fonte citata solo New York aveva introdotto una moratoria. Keisha Lance Bottoms ha promesso una pausa temporanea. Amy Acton ha promesso approvazioni condizionali, subordinate al rispetto di specifici criteri sull’uso di energia elettrica e acqua. Gina Hinojosa ha dichiarato che introdurrà un blocco immediato e eliminerà gli incentivi fiscali.
La vittoria della candidata democratica in Texas non è l’unica notizia negativa per Elon Musk. Il democratico James Talarico ha battuto Ken Paxton per un posto al Senato, nonostante il finanziamento della campagna elettorale di Paxton da parte di Musk, pari a 47 milioni di dollari. Le sue aziende, che hanno sede in Texas, dovranno quindi affrontare un numero maggiore di ostacoli.