La Commissione europea ha bloccato per un anno i disegni di legge nazionali che vietano l’accesso ai social media ai minori, al fine di evitare conflitti con il nuovo KIDS Act e ridurre la frammentazione normativa.
Il portavoce Thomas Regnier ha dichiarato che la sospensione durerà 12 mesi. L’intervento mira a prevenire sovrapposizioni con le future regole armonizzate, evitando che diverse giurisdizioni adottino limiti d’età differenti.
L’Austria è il primo paese soggetto allo stop di 12 mesi; la sua proposta di legge, che proibirebbe l’accesso ai social media ai minori di 14 anni, è stata notificata alla Commissione in coincidenza con la scadenza del termine di riscontro. Altri paesi interessati sono Danimarca, Germania, Portogallo, Belgio, Slovenia e Italia.
In Italia, la proposta di legge Mennuni‑Madia, in discussione al Senato, vieta l’accesso ai minori di 14 anni (15 anni nella versione originale del testo). L’intervento europeo impedirà l’implementazione di questa norma per un anno.
Le eccezioni comprendono Grecia e Francia. La legge greca, che prevede il ban per gli under 15 dal 1 gennaio 2027, non rientra nel periodo di sospensione perché la notifica è stata inviata prima della presentazione del KIDS Act. La legge francese, invece, non dovrebbe essere bloccata poiché la notifica si riferiva alla prima versione bocciata dal Consiglio costituzionale.
La sospensione non implica l’approvazione delle leggi nazionali, ma solo un periodo di attesa. Se, una volta approvato il KIDS Act, le norme nazionali dovessero discostarsi in modo significativo, i paesi interessati dovranno abrogare le leggi in questione.