Il CERT‑AgID ha individuato un’ampia serie di campagne di phishing che impiegano siti web con design quasi identico a quello di PagoPA. Le truffe si basano sull’invio di email da PEC compromesse, nelle quali i mittenti chiedono il pagamento di una presunta multa per violazione del codice della strada.
Il ruolo della PEC e il rischio di inganno
La PEC è ormai uno strumento fondamentale per le comunicazioni ufficiali. Tuttavia, uno studio di IDC commissionato da Aruba ha dimostrato che i destinatari possono essere fuorviati dalla provenienza di email apparentemente affidabili. Questo è stato evidenziato anche in casi precedenti come quello Revolut.
Incremento degli attacchi nelle ultime settimane
Negli ultimi giorni, l’attacco di phishing è aumentato significativamente. In un episodio, un messaggio è stato inviato da una PEC compromessa a un indirizzo email ordinario, con circa 340 destinatari PEC in copia. Il contenuto, presentato in maniera professionale, richiedeva il pagamento di una multa di 198 euro entro il 27 ottobre; oltre tale data, l’importo salirebbe a 268 euro.
Per accedere al verbale e procedere al pagamento, gli utenti dovevano cliccare su un pulsante contenuto nel messaggio. Cliccando, veniva aperta una pagina con un’interfaccia molto simile a quella di PagoPA, ma il dominio utilizzato era .ru, indicando una probabile origine russa.
Dettagli della falsa multa e dei dati richiesti
La multa fittizia, in questo caso, riguardava un presunto eccesso di velocità. La pagina di pagamento chiedeva all’utente di inserire dati personali quali nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo email e numero di telefono, oltre ai dettagli della carta di pagamento.
Statistica delle campagne di phishing
Dal 21 aprile 2025 ad oggi, il CERT‑AgID ha rilevato 1.874 campagne di phishing che sfruttano i nomi di PagoPA e SEND. La provenienza di un messaggio da una casella PEC non garantisce la legittimità del contenuto. In risposta, il CERT‑AgID ha contattato i gestori PEC interessati per mitigare il rischio.