Starshield, la versione militare di Starlink, è ancora soggetto a limitazioni in Ucraina. A partire dalla metà di ottobre, la comunicazione remota è diventata instabile, costringendo i droni ucraini a interrompere le missioni per tre giorni. La velocità massima è stata ridotta a 160 Km/h, una soglia inadeguata per contrastare i droni russi che viaggiano a 400 Km/h.
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Secondo il Wall Street Journal, l’ordine di limitare il servizio è arrivato direttamente da Elon Musk, che ha dichiarato che Starshield è controllato dal Pentagono. Tuttavia, il presidente Trump ha chiesto a Musk di rimuovere le restrizioni, e dopo il suo intervento le prestazioni sono tornate alla normalità. Nonostante ciò, un funzionario ucraino ha affermato che la limitazione di velocità persiste.
Le cause della riduzione delle prestazioni rimangono oscure. Alcuni sospettano una retribuzione per le azioni di Zelenskyy contro le raffinerie russe, che avrebbero aumentato il prezzo del gasolio. Nessuna spiegazione è stata fornita né da Trump né da SpaceX.
La dipendenza da un unico provider è evidente: SpaceX gestisce Starshield e Starlink con oltre 11.000 satelliti in orbita. Altri operatori, come Amazon Leo, Eutelsat e IRIS2, offrono costellazioni più piccole o non ancora operative, lasciando l’Ucraina senza alternative immediate. Inoltre, la futura rimozione del Falcon 9 da parte di SpaceX costringerà i concorrenti a trovare nuovi razzi per lanciare i satelliti nello spazio.
Impatto sulle operazioni militari ucrainesi
La riduzione della velocità ha reso inefficaci i droni ucraini nella loro missione di intercettazione. I militari hanno dovuto sospendere le operazioni per tre giorni, perdendo tempo prezioso nel contesto di un conflitto in evoluzione.
Reazioni politiche e commerciali
Il presidente Trump ha richiesto la rimozione delle limitazioni, ma la dipendenza da SpaceX continua a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza e sulla resilienza delle infrastrutture di comunicazione militare. L’intervento di Trump ha temporaneamente ripristinato le prestazioni, ma la limitazione di velocità a 160 Km/h rimane una barriera significativa.
Prospettive future
La ricerca di alternative è diventata una priorità. Con la futura indisponibilità del Falcon 9, i concorrenti dovranno trovare nuovi veicoli per lanciare i satelliti, mentre l’Ucraina continua a cercare soluzioni indipendenti da SpaceX.