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Intelligenza Artificiale

Apate manda agenti AI sotto copertura per farsi truffare e raccogliere intelligence sul frode

Redazione
Last updated: 18 Ottobre 2026 6:43
Redazione
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7 Min Read
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Mentre la maggior parte delle aziende impiega gli agenti AI per accelerare lo sviluppo di prodotti o snellire i processi interni, Apate.ai li utilizza in modo insolito: li manda sotto copertura per farsi truffare. La startup australiana, nata nel 2024 sulla base di ricerche condotte alla Macquarie University di Sydney, mette in campo migliaia di agenti artificiali che si spacciano per vittime ignare.

Contents
Intelligence prima che la vittima paghiUn’idea nata da una telefonataClienti, modelli e numeri

Questi agenti rispondono alle chiamate scam, replicano a messaggi e email sospetti, seguono i link di phishing e si infiltrano nei gruppi social per attirare in trappola i criminali. Recitano parti di persone di ogni tipo — età, genere e accento diversi — e parlano più lingue, con un unico obiettivo: tenere il truffatore al telefono o in chat abbastanza a lungo da carpire qualcosa di utile. Secondo l’azienda, la flotta ha già fatto perdere ai criminali 17 anni di tempo distribuiti su 2,5 milioni di conversazioni.

Intelligence prima che la vittima paghi

Il valore per la clientela di Apate — banche, operatori telefonici, enti governativi e utility — sta nelle informazioni che gli agenti sottraggono ai truffatori: dati che normalmente emergono soltanto dopo che una vittima è già stata depennata dal conto. Parliamo di coordinate bancarie, wallet di criptovalute, numeri di telefono, siti malevoli, i brand contraffatti e altri dettagli sulle campagne in corso. Tutto finisce in un portale di insights che offre analisi e intelligence sulle truffe mirate agli utenti finali, ai dipendenti, ai marchi e ai prodotti dei clienti, i quali possono persino assegnare agli agenti missioni specifiche, come ottenere un numero di conto o l’indirizzo di un wallet. Gli agenti testuali, inoltre, setacciano forum, gruppi di investimento e piattaforme social alla ricerca di attività sospette, entrando poi nelle conversazioni con un’identità fabbricata per far emergere i dettagli dei criminali.

Apate è tra i finalisti della Startup Battlefield 200 al TechCrunch Disrupt di quest’anno, dove presenterà il proprio progetto a una giuria di investitori. L’approccio nasce da un contesto preciso: l’AI ha dato ai truffatori strumenti potentissimi. L’FBI ha ricevuto oltre 22.000 denunce di crimini legati all’AI nel 2025, con perdite per circa 893 milioni di dollari, di cui più di 632 milioni da truffe investimento: secondo il Bureau, i criminali usano l’AI per condurre conversazioni e creare deepfake di voci e sembianze di celebrità, manager e figure fidate.

Il scam-baiting, ovvero l’arte di prendere in giro i truffatori per far perdere loro tempo, esiste da anni come hobby — con episodi celebri come truffatori convinti a leggere interi libri ad alta voce o a farsi tatuaggi ridicoli. Con l’AI sempre più capace, però, gli equilibri si stanno ribaltando.

Un’idea nata da una telefonata

La genesi di Apate è curiosa: tutto parte da una vera chiamata truffaldina. Alcuni anni fa il fondatore e CEO Dali Kaafar si trovava a un picnic in famiglia quando ricevette una chiamata da un numero sconosciuto. Capito che all’altro capo c’era un truffatore, decise di fare il finto tonto per divertire i figli e riuscì a tenere la conversazione aperta per 44 minuti. Tutti risero, ma Kaafar notò un dettaglio: erano 44 minuti sottratti alle potenziali vittime. E anche 44 minuti del suo tempo sprecati, il che gli fece nascere una domanda: era possibile automatizzare la cosa e, nel frattempo, imparare qualcosa di utile?

Da lì l’idea si trasformò in ricerca accademica alla Macquarie University, dove Kaafar e i colleghi usarono machine learning ed elaborazione del linguaggio naturale per decifrare il contenuto delle chiamate truffaldine e sviluppare metodi migliori per rilevarle e prevenirle.

“Most of the industry works after the fact. Telcos block numbers, but scammers just get new ones. Banks watch transactions, but by then the scammer has already reached the customer. We go to the scammer directly and get the information before anyone gets hurt”, ha dichiarato Brad Joffe, cofondatore e chief commercial officer. “Our AI agents talk to tens of thousands of scammers every day across calls, messages, email, and the web. What we offer our customers is what comes out of those conversations, and what they can do with it.”

Clienti, modelli e numeri

Sul piano tecnico, Apate combina modelli di frontiera con modelli propri affinati, addestrati sulle conversazioni che gli agenti hanno intrattenuto con i truffatori e sulle ricerche condotte da Kaafar alla Macquarie. I risultati con i clienti sono già tangibili: TPG Telecom ha dirottato verso gli agenti di Apate quasi 590.000 chiamate, mentre Commonwealth Bank of Australia ha registrato un calo del 76% delle perdite da truffa segnalate pubblicamente. Una banca australiana non identificata ha inoltre impiegato gli agenti outbound della startup per disruptare 22 campagne di truffa. Tra i clienti figurano anche altre utility, telco e agenzie governative.

Anche gli investitori credono nel modello. Ad agosto Apate ha raccolto 8,15 milioni di dollari in seed funding da Lobby Capital, OIF Ventures, Investible, Concept Ventures e Baobab Ventures. Joffe ha precisato che l’azienda, che conta 20 persone, ha raccolto in totale poco meno di 10 milioni di dollari e destinerà l’ultimo round a prodotto ed espansione internazionale, con l’apertura di un ufficio a Londra e una presenza più ampia negli USA.

Quanto al nome, non è casuale. “Apate is named after the Greek goddess of deception, which felt appropriate given what our agents do”, ha spiegato Joffe, raccontando che nel materiale di pitch la startup include persino registrazioni di truffatori che insultano i bot. E la cosa, lungi dall’essere un problema, viene celebrata: “We track that as a sign of frustration and every swear word gets celebrated by us at Apate. We are probably one of the only businesses in the world that celebrates when people swear at our product.”

TAGGED:agenti AIApate.aiDali Kaafarsicurezzastartuptruffe online
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