Non tutti i videogiochi si esauriscono con i titoli di coda. Accanto a esperienze con un inizio e una fine netti, esistono opere che, pur possedendo un vero epilogo, sono state concepite per essere affrontate praticamente all’infinito, o comunque per un numero di partite molto alto. Il loro design e il loro concept nascono esattamente con questo obiettivo: impedire che il giocatore si stanchi.
Il capolavoro che ha spinto i roguelite
Il primo nome da citare è The Binding of Isaac, uno dei capolavori del 2011, titolo che ha dato una spinta determinante all’intera categoria dei roguelite. Il suo protagonista è costretto a sfuggire a una condanna a morte, attraversando una serie di stanze generate casualmente: al loro interno compaiono, sempre in modo casuale, mostri, armi e oggetti. Ogni run è quindi diversa dalla precedente, e il risultato è un gioco con una rigiocabilità fuori dal comune: “The Binding of Isaac ha un grado di rigiocabilità praticamente senza eguali nel panorama”.
La trilogia GDR sci-fi per eccellenza
Un altro esempio è Mass Effect, la saga spaziale rigiocabile innumerevoli volte. La trilogia originale con il comandante Shepard fonda la propria essenza sulle scelte morali compiute dal giocatore durante lo svolgimento della trama, che a sua volta viene plasmata proprio da quelle decisioni. Sarà il modo in cui ci si rapporta ai propri compagni, insieme alle decisioni prese lungo il cammino, a determinare quale epilogo si materializzerà davanti ai nostri occhi.
La libertà assoluta nei ghiacci di Skyrim
Chiude la lista The Elder Scrolls V: Skyrim, l’RPG Bethesda uscito nel 2011 che offre una rigiocabilità elevatissima. Si tratta di un viaggio dell’eroe, un’epopea attraverso le lande desolate e gelide della regione di Skyrim, dove “Skyrim permette di vivere essenzialmente la vita che si vuole, come da tradizione in casa Bethesda”: tra missioni secondarie e altre attività, ogni giocatore costruisce la propria esperienza.