L’intelligenza artificiale consuma quantità di energia sempre crescenti e la corsa verso fonti di alimentazione efficienti ed economiche si è fatta serrata. Tra le imprese che si stanno muovendo in questa direzione c’è Petra Power, un’azienda che ha scelto una strada diversa dalla generazione tradizionale: niente combustione, ma celle a combustibile a ossido solido.
Cosa produce Petra Power e perché è diverso
Petra, nata nel 2017, commercializza celle a combustibile a ossido solido: dispositivi in ceramica che trasformano carburanti come il gas naturale in energia elettrica senza bruciarli. L’azienda li propone come soluzione più efficiente e meno inquinante per far funzionare data center e veicoli di grandi dimensioni. Il fondatore Aaron Goodman spiega che il prodotto porta a costi di carburante ed emissioni sensibilmente inferiori rispetto alle fonti di alimentazione convenzionali, oltre a un ingombro fisico ridotto grazie a dimensioni compatte e a un peso contenuto.
Il risparmio economico deriva direttamente dall’efficienza del processo. Goodman descrive così la generazione tradizionale: “La combustione prende il carburante e crea esplosioni; quelle esplosioni creano calore, il calore crea movimento, il movimento genera una forza elettromotrice che alla fine produce elettricità: molti passaggi, tutti con perdite, che rendono il sistema inefficiente”. Le celle a combustibile di Petra eliminano gran parte di questi passaggi intermedi. “Le celle a combustibile prendono gli elettroni direttamente dal carburante, spogliandolo dei suoi elettroni e creando elettricità: un solo passaggio, senza perdite, quindi in teoria molto più efficienti”, aggiunge.
Il risparmio sui costi del carburante
La conseguenza pratica, sottolinea Goodman, è che “le aziende che usano celle a combustibile possono risparmiare in modo significativo sui costi del carburante”. È proprio questa efficienza, insieme al taglio delle spese che ne deriva, a rendere attraente la tecnologia sul mercato. Il vantaggio non riguarda solo la bolletta energetica: minori emissioni e un’installazione più agile, grazie alle dimensioni ridotte, completano il quadro proposto ai clienti potenziali.
Il prodotto è innovativo, ma la base di clienti di Petra è ancora in formazione. Goodman indica due tipologie di destinatari nel mirino dell’azienda: i data center e il Dipartimento della Difesa statunitense. Due mondi molto diversi, accomunati però dal bisogno di energia affidabile e dal peso dell’ingombro fisico dei sistemi di alimentazione.
Neocloud nel mirino, deployment previsto nel 2028
Goodman non intende anticipare i dettagli degli accordi in corso, ma conferma che Petra sta collaborando con neocloud e altri provider di infrastrutture posizionati qualche gradino più in basso rispetto agli hyperscaler. Con questi clienti l’obiettivo è un primo deployment entro il 2028, mentre la produzione su scala completa è prevista, auspicabilmente, per il 2029.
Sui giganti del cloud l’imprenditore è altrettanto chiaro: “Gli hyperscaler sono un profilo cliente ideale per noi e ci parliamo molto, ma non abbiamo ancora nulla di fermo con loro; sono i maggiori consumatori di energia e quelli con cui possiamo avere il maggiore impatto”. Petra, quindi, continua a lavorare in quella direzione, pur senza accordi siglati.
Il fronte governativo è ancora in fase di test
Anche il capitolo governativo resta da definire. L’idea è che le celle a combustibile di Petra possano fornire energia ausiliaria per veicoli terrestri, cioè alimentare le apparecchiature di bordo quando il motore principale è spento. Goodman precisa però che il prodotto non è ancora stato installato su un veicolo operativo: le celle attraversano la fase di test, nel corso della quale il governo dovrà decidere se procedere o meno.
Petra è una squadra piccola, di circa 15 persone, ma l’azienda è in crescita. Con due fronti commerciali aperti, i data center e la difesa, e una tecnologia che promette efficienza e risparmio, la società sta cercando di ritagliarsi uno spazio nel dibattito energetico legato all’espansione dell’intelligenza artificiale.