7 prompt di Claude permettono di costruire il sito della propria attività senza affidare il lavoro a un’agenzia o improvvisare un progetto grafico a caso. Il percorso richiede una preparazione preliminare e si sviluppa attraverso una sequenza precisa: intervista al chatbot, definizione del concept, direzione visiva, realizzazione della pagina principale, controllo dei risultati, creazione delle pagine interne e infine adattamento dei testi alla propria voce.
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La richiesta generica di un sito, senza indicazioni dettagliate, produce un risultato simile a un abito confezionato su misura standard: materiali neutri, linee convenzionali e una forma che potrebbe appartenere a chiunque. Con i siti accade lo stesso. Senza istruzioni specifiche, i modelli convergono verso scelte comuni, come gli stessi caratteri tipografici, sfondo bianco e elementi decorativi prevedibili. Una pagina così non racconta nulla dell’attività che dovrebbe rappresentare.
La soluzione presentata nella guida consiste nel cambiare il modo in cui si interroga Claude. Non servono competenze tecniche né migliaia di euro da un’agenzia per ottenere un sito con Claude. Prima di avviare la procedura, occorre però organizzare il materiale di base: servizi con relativi prezzi, orari, indirizzo, domande frequenti dei clienti e fotografie scattate direttamente nel locale, nel laboratorio o nello studio. Le fotografie scattate nel locale, laboratorio o studio rendono il sito più autentico rispetto alle immagini di archivio, che risultano il modo più rapido per dare l’impressione di un sito finto.
Un’altra decisione va presa prima di iniziare: l’azione principale che il visitatore deve compiere. Le opzioni indicate sono prenotare, chiamare o comprare, ma va scelta una sola, non cinque. Questa indicazione serve a orientare ogni successiva decisione di progettazione e contenuto.
Primo passaggio: farsi intervistare dal chatbot
Il lavoro non comincia dalla grafica, bensì da una conversazione preliminare. A Claude bisogna spiegare quale tipo di attività si gestisce e in quale città opera l’attività. Il chatbot deve poi formulare dieci domande, una alla volta, per comprendere la clientela, gli elementi che distinguono l’attività dalla concorrenza, la storia del progetto, i materiali visivi disponibili e l’azione che le persone dovrebbero compiere sul sito.
Il prompt da utilizzare è: «Gestisco [tipo di attività] a [città]. Prima di progettare qualsiasi cosa, intervistami. Fammi dieci domande, una alla volta, per capire chi sono i miei clienti, cosa mi distingue dalla concorrenza, la storia della mia attività, quali materiali visivi ho a disposizione e quale azione principale voglio che i visitatori compiano sul sito. Non proporre ancora nessun progetto.» L’obiettivo di questa fase è raccogliere informazioni sufficienti a orientare le richieste successive.
Secondo passaggio: scegliere tra tre idee distinte
Una volta completata l’intervista, si chiede a Claude di presentare tre concetti nettamente diversi per la pagina principale. Non si tratta di tre variazioni minime della stessa proposta: ogni idea deve avere un nome, un’idea centrale e un riferimento stilistico preciso. Le alternative devono essere realmente distinguibili, non sfumature impercettibili di un unico tema.
Il prompt previsto è: «Sulla base delle risposte che ti ho dato, proponi tre concetti chiaramente diversi per la pagina principale del mio sito. Per ciascuno indica un nome, un’idea centrale che rappresenti la mia attività come un luogo o un oggetto concreto, e un riferimento stilistico o un’epoca precisa. Non costruire ancora nulla.» La scelta del concept avviene in questa fase, prima che venga definita la direzione grafica.
Terzo passaggio: definire la direzione visiva
Una volta selezionato il concept, al chatbot viene chiesto di trasformarlo in un disciplinare visivo, cioè il documento destinato a guidare la costruzione di tutte le pagine. Il documento richiesto deve avere una lunghezza di circa duecento parole e articolarsi in otto punti: il concept prescelto, un riferimento stilistico, la palette con i relativi codici esadecimali e un unico colore d’accento da impiegare con parsimonia, le regole tipografiche, un’immagine principale costruita a partire dalle fotografie fornite oppure con grafica vettoriale in their assenza, un’idea visiva per ciascuna sezione, un’animazione e un’interazione distintive e i requisiti di accessibilità.
Le richieste impartite a Claude devono essere assertive: il modello è invitato a prendere decisioni, non a presentare opzioni. Il prompt da utilizzare è: «Agisci come un direttore creativo. Scrivi un documento di circa duecento parole che copra questi otto punti: il concetto scelto, un riferimento stilistico, una palette di colori con codici esadecimali e un solo colore di accento da usare con parsimonia, le regole sui caratteri tipografici, un’immagine principale costruita a partire dalle mie fotografie (oppure con grafica vettoriale se non ne ho, mai immagini di archivio), un’idea visiva per ogni sezione, un’animazione e un’interazione distintive, e i requisiti di accessibilità. Prendi decisioni, non offrire alternative. Salva il documento come sistema di progetto da usare per tutte le pagine successive.»
Quarto passaggio: costruire la pagina principale
Con la direzione visiva definita, il chatbot passa alla realizzazione della pagina. Deve utilizzare soltanto i contenuti forniti, comprese informazioni su orari, prezzi, indirizzo e descrizioni, senza aggiungere elementi inesistenti. L’azione principale deve trovarsi in una posizione visibile da telefono senza dover scorrere. Per i testi mancanti è previsto un segnaposto specifico: [DA SCRIVERE], da utilizzare al posto di testi inventati.
Il prompt corrispondente recita: «Costruisci la pagina principale del sito usando solo il contenuto che ti incollo qui sotto. Posiziona l’azione principale dove un utente da telefono la veda senza scorrere la pagina. Usa orari, prezzi e indirizzo esattamente come li ho scritti. Per ogni testo mancante inserisci il segnaposto “[DA SCRIVERE]” invece di inventare qualcosa. Contenuto: [incollare il testo]». In questo modo la pagina nasce su informazioni verificate, con i vuoti segnalati in modo esplicito.
Quinto passaggio: eliminare gli elementi banali
La guida considera questo il passaggio più sottovalutato. A Claude viene chiesto di osservare criticamente la pagina appena realizzata e di individuare cinque elementi che appaiono preconfezionati oppure tipici di un sito generato dall’intelligenza artificiale. L’ordine richiesto va dal problema più evidente a quello meno evidente. Gli elementi individuati devono poi essere corretti senza modificare il contenuto fornito, accompagnati da una spiegazione delle modifiche apportate.
Il prompt da impartire è: «Guarda la pagina che hai appena costruito con occhio critico. Elenca i cinque elementi che sembrano più preconfezionati o tipici di un sito generato dall’intelligenza artificiale, dal più evidente al meno evidente. Correggili senza modificare il mio contenuto e spiega cosa hai cambiato.» L’obiettivo è rendere il risultato riconoscibile come un lavoro progettato, non come l’output standard di un modello generativo.
Sesto passaggio: realizzare le pagine interne
La pagina principale non esaurisce il lavoro: servono anche le pagine interne, come Servizi, Menù e Chi siamo. Queste devono recepire il medesimo sistema di progetto, pur assumendo ciascuna un’identità visiva propria. La continuità va garantita mantenendo identici intestazione, piè di pagina e pulsanti, elementi che consentono al visitatore di orientarsi senza disorientamenti.
Il prompt previsto è: «Costruisci una pagina [Servizi / Menù / Chi siamo] seguendo lo stesso sistema di progetto della pagina principale. Dai alla pagina una propria idea visiva, organizza le informazioni che ti incollo in un formato facile da scorrere e mantieni intestazione, piè di pagina e pulsanti identici alla pagina principale. Contenuto: [incollare il testo]». Il documento di sistema, definito nel terzo passaggio, funge così da riferimento per ogni pagina successiva.
Settimo passaggio: riscrivere con la propria voce
L’ultima fase rende personale il sito. Al chatbot vengono forniti tre messaggi reali già inviati ai clienti, chiedendogli di riscrivere tutti i testi del sito con lo stesso tono e la stessa modalità di espressione. Il prompt finale è: «Riscrivi tutti i testi del sito per farli suonare come me. Ecco tre messaggi che ho scritto ai miei clienti: [incollare i messaggi]. Adatta il tono, la lunghezza delle frasi e il modo di esprimersi a questi esempi. Evita i luoghi comuni del linguaggio promozionale e non aggiungere affermazioni che non ho già fatto con le mie parole.»
La sequenza complessiva prevede quindi 7 prompt di Claude: definizione del concept, direzione visiva, pagina principale, revisione, pagine interne e personalizzazione dei testi, preceduti dall’intervista iniziale e dalla preparazione dei materiali. Il documento di sistema prodotto nel terzo passaggio mantiene coerenti tutte le sezioni successive, mentre la scelta di una singola azione principale orienta la costruzione dell’intera esperienza.